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E' iniziato il congresso Pd:
tutti rinnovati i presidenti
dei circoli cittadini

In un panorama nazionale confuso più che mai, anche a Cremona si sta votando oggi, come nel resto della Lombardia, per il rinnovo dei circoli, delle segreterie cittadine e di quelle provinciale e  regionale. In serata si conoscerà l’esito del voto regionale, l’unico su cui il Pd non ha espresso una candidatura unitaria: si sfidano infatti Vinicio Peluffo e Eugenio Comincini, il primo sostenuto a livello locale da una lista in cui figurano tra gli altri Vittore Soldo (prossimo segretario provinciale) Andrea Virgilio, Luca Burgazzi (prossimo segretario cittadino), Fabiola Barcellari, l’ex parlamentare Cinzia Fontana; il secondo sostenuto, tra gli altri, dalla consigliera comunale Lia A Beccara,  Leone Lisé, Bruno Fulco. Comincini, ex sindaco di Cernusco sul Naviglio viene considerato punto di riferimento renziano (ha fatto parte della direzione nazionale Pd all’epoca dell’ex segretario), ma le trasformazioni in atto a livello nazionale rendono impossibile qualsiasi etichetta.

Un segnale di novità si può cogliere da queste consultazioni interne agli iscritti Pd, guardando al rinnovo dei circoli cittadini, dove si sta assistendo ad un cambio generazionale.  Tutti rinnovati i presidenti: Fabiola Barcellari al Ghilardotti di via Castelleone, Marco Alquati subentra a Mariella Laudadio al Cittanova, Alceste Ferrari al posto di Luigi Lipara al Duemiglia, Franca Zucchetti al circolo Po (manca il risultato del Cascinetto).

Di certo, come hanno evidenziato le assemblee, ad esempio quella del circolo Ghilardotti (a cui hanno preso parte la vicesindaco Maura Ruggeri e la presidente del consiglio comunale Simona Pasquali) non c’è nessuna voglia di personalizzare il dibattito e c’è la sensazione di essere davanti ad un cambio epocale: il bipolarismo non esiste più, da tempo il Pd non è più la sola alternativa al centrodestra e “occorre avere la generosità di uscire dalle  nostre logiche e intercettare quello che si sta muovendo fuori”, per dirla come un dirigente locale.  Ma non costituendo un altro partito, come pare potrebbe fare Renzi, “visto che ogni scissione ha coinciso con ulteriore frammentazione, vedi  Bersani, ma con la capacità di riconoscere che fuori dal partito sta crescendo qualcosa di importante, che dobbiamo coinvolgere, ricostruendo  il rapporto con le persone”. Percorso “faticoso ma necessario”, fatto di incontri reali con le persone oltre che  di slogan sui social. g.b.

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