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M5S, per le Amministrative l'ipotesi più probabile è la candidatura in solitaria

Cinque anni fa presero più voti della Lega, tra cinque mesi, quando a Cremona ci saranno le amministrative, se i sondaggi a livello nazionale hanno un minimo di attendibilità anche sul piano locale, sarebbe un’eventualità assai remota. L’appuntamento con le Comunali, per il Movimento Cinque Stelle, così come per tutti i partiti ma per i grillini forse ancora di più, è un banco di prova per testarne la tenuta a livello locale, cinque anni dopo quel 6 per cento che permise al movimento di Grillo di entrare per la prima volta, in città, in consiglio comunale, con Lucia Lanfredi.

Sull’alleanza elettorale Salvini-Grillo pure qui da noi, salvo sorprese, si può mettere già oggi una pietra tombale. Al netto di cosa ne pensano, per esempio, sulla Cremona-Mantova, dove uno la vede bianca e uno nera, Salvini l’ha già detto mille volte: a Roma coi Cinque Stelle, nei territori con la destra. Vien da sé che i grillini, quasi al cento per cento, andranno soli. Grillini che cinque anni dopo sono litigiosi almeno quanto allora: la querelle dei tre meet-up diventati uno e la discussione sulla proprietà del logo con le Stelle stanno a dimostrarlo. Per la candidatura a sindaco, gira e rigira i nomi sono sempre quelli. Francesco Bordi, già assessore con Perri e quindi forte di una importante esperienza amministrativa, con le attuali regole non potrebbe perché già membro, allora, di una lista civica alleata col centrodestra. Ma le deroghe non sono certo un tabù. Lucia Lanfredi difficile possa candidarsi: ha troppo nemici nel Movimento, sostengono alcuni. C’è poi Federico Balestrieri, già candidato alle Regionali. E ultimo ma non ultimo Elia Sciacca, in rotta con l’attuale dirigenza ma ancora ufficialmente iscritto. In sintesi: il Movimento naviga a vista, ma il tempo stringe.
Simone Bacchetta

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