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Il centrodestra trova unità
sul programma, ma è diviso
su nomi e metodo di scelta

Nella foto i partecipanti all'incontro di domenica a Soresina

Il bouquet di liste e partiti che correranno unite per strappare Cremona al centrosinistra si va completando. Dopo l’incontro di domenica in cui è stato siglato il patto per l’unità della coalizione in vista delle amministrative di maggio su tutto il territorio provinciale, si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri nella sede del Carroccio il primo incontro del tavolo politico di centrodestra per la città di Cremona.

C’erano i partiti firmatari del patto ossia Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, UDC, Noi con l’Italia e Partito Pensionati, ma anche i rappresentanti di movimenti e liste civiche, di vecchia e nuova formazione, attivi sulla città: alcuni amministratori di Centro Destra (i “Civici di Centrodestra Jotta-Bertusi-Giovetti), la lista “Cremona in Movimento” il cui capolista è Francesco Bordi, Obiettivo Cremona (con Maria Vittoria Ceraso) ed EPI-Energie per l’Italia il cui rappresentante è Giorgio Zucchi.

Il comunicato diffuso al termine dell’incontro indica come sia stato proposto un manifesto politico “per un modello di governo basato su solidi pilastri (sicurezza, imprese e lavoro, infrastrutture e ambiente, famiglia, comunità e identità) ma assolutamente aperto al contributo e alla partecipazione di tutti coloro che intendono portare avanti l’alternativa al centrosinistra per amministrare la città di Cremona”.

Non si è parlato di nomi per la candidatura a sindaco di Cremona ma anche in questo caso, il numero dei papabili si sta infittendo: ovviamente Alessandro Zagni indicato dalla Lega ma anche Carlo Malvezzi, lo stesso Francesco Bordi e, ultimi arrivati nel lungo elenco, il magistrato Carlo Maria Grillo e  il presidente di Padania Acque Claudio Bodini. E’ proprio sulla persona che dovrebbe incarnare il programma che il centrodestra è ancora diviso a partire dal metodo: c’è chi insiste che il candidato sindaco debba essere scelto dalle segreterie regionali in modo da comporre uno scacchiere  lombardo (posizione che sembra essere quella di Forza Italia) e chi (sono soprattutto i civici e la Lega, l’unica ad aver già indicato il proprio candidato) ritiene questo un pessimo messaggio da mandare all’elettorato. Secondo questa posizione, spetta ai livelli locali proporre una rosa di nomi e stabilire regole e criteri per la scelta, nomi che andrebbero condivisi nella prossima riunione (presumibilmente lunedì prossimo) per poi essere inviati a Milano. Il timore di alcuni è che scelte calate dall’alto possano rivelare sorprese dell’ultimo minuto vanificando così lo sforzo di coesione che si sta mettendo in atto in queste settimane. Per il centrodestra cittadino, insomma, una scelta ancora complicata a partire proprio dal capoluogo.

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Commenti
  • Pamy

    Se questa è l’alternativa … il centro sinistra e Galimberti avranno vita facile alle prossime amministrative … la Lega dovrebbe avere il coraggio di sganciarsi da FI e centristi vari e correre da sola o al massimo con Fratelli d’Italia e qualche lista civica che faccia riferimento alla dx sovranista … altrimenti si rischia l’ecatombe come con Perri cinque anni fa’.

    • Dott. Landi Roberto

      Vi è un fondo di verità in ciò che lei scrive, anche se credo che il problema sia un’altro. I criteri di elezione diretta dei sindaci avrebbero dovuto favorire in Italia un sistema bipartitico, ma i tentativi di formare partiti unici sono miseramente falliti. Si formano coalizioni elettorali più o meno eterogenee e più o meno coese, che nascono in vista delle elezioni, con risultati – qualora si affermino – a volte piuttosto discutibili, sia che siano di centro destra, sia che siano di centro sinistra, in quanto ciascuno dei soggetti che le compongono cerca di difendere pervicacemente la propria individualità e, di riflesso, la propria visibilità. Con conseguenti prese di posizione, distinguo con gli alleati e polemiche che accompagnano buona parte della legislatura e limitano l’operato dell’amministrazione eletta, indipendentemente in quale parte dello schieramento la stessa di collochi. Noi italiani rimaniamo inguaribilmente attenti al nostro “particulare”. Non è un vanto questo, ma un’amara considerazione.

  • Mario Rossi SV

    Certo che se un partito come forza Italia vuol pretendete di comandare quando arriva a malapena al 10%…a proposito…ma Rossoni non sarebbe meglio andasse in pensione?

    • Giulio

      Il problema non è Forza Italia, ma una Lega che a Cremona ha almeno tre volte i voti di Fi, ma fa lo zerbino come sempre. Classe dirigente e segreteria di Cremona non all’altezza della situazione. Centrodestra impossibile da votare.

      • Mario Rossi SV

        Non credo, la Lega ha giá espresso il candidato sindaco e se agli amici della Prestigiacomo non sta bene, possono sempre andare a …… sulla Sea Wach.

        • Giulio

          Anche il candidato della Lega ha seri problemi di credibilità nel suo partito. Una buona parte dei tesserati di Cremona non lo vogliono e la direzione provinciale l’ha bocciato all’ultima riunione fatta.

          • Mario Rossi SV

            Lo votano a Cremona, a Soresina o dalle altre parti si devono preoccupare dei candidati locali.