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Organico magistrati: 'distretto
penalizzato e sedi non
appetibili. Cr troppo litigiosa'

Nella foto, l’Associazione nazionale magistrati rappresentata dal presidente Matteo Grimaldi con i colleghi Guido Taramelli, Stefano Franchioni, Barbara Benzi e Carlotta Bernardini

Della pianta organica della magistratura si è parlato oggi pomeriggio in un incontro con la stampa tenutosi presso il palazzo di giustizia di Brescia e organizzato dall’Associazione nazionale magistrati che ha parlato dei problemi di organico di cui soffre il distretto, di cui fanno parte, oltre Brescia, anche Cremona, Mantova e Bergamo. “Un distretto”, ha affermato Matteo Grimaldi, presidente della giunta sezionale di Brescia dell’Associazione nazionale magistrati, “fortemente penalizzato”. La domanda di giustizia è alta, ma i magistrati sono pochi. E le sedi giudiziarie, tra cui Cremona, non sono considerate appetibili per i magistrati che vogliono trasferirsi. Cremona, ad esempio, ha un giudice ogni 16.000 abitanti, collocandosi al 114esimo posto della classifica nazionale “contro la media di 12.500 abitanti per ogni giudice”, e poi, altro motivo, perchè Cremona è considerata “troppo litigiosa”. Ora forse, per rimpinguare l’organico, potrebbe esserci qualche speranza in più: con l’ultima legge di bilancio e di stabilità per il 2019, è stata modificata la pianta organica della magistratura che è stata portata a 10.751 unità. Vuol dire che c’è stato un incremento di 600 magistrati in più a livello nazionale. Di questi 600, 80 sono destinati alla Cassazione, 520 ai tribunali e alle corti d’appello. “Noi siamo interessati a questi 520 posti”, ha detto Grimaldi. Sull’ultimo aumento disposto con la legge di stabilità, però, i decreti di attuazione per tribunali e corti d’appello non sono stati emessi: non si sa, dunque, se arriveranno nuovi magistrati. E poi c’è il capitolo dolente del personale amministrativo. “Le scoperture d’organico sono un disastro”, ha commentato Guido Taramelli, dell’Associazione nazionale magistrati. “Le conseguenze sono drammatiche, soprattutto nel penale: gente che dovrebbe andare in galera, non ci va perché le sentenze non vengono notificate. Io posso scrivere la sentenza, ma se non ho il cancelliere che la notifica è come se non l’avessi scritta”. Dunque, quella della carenza del personale amministrativo rimane una vera e propria emergenza.

Sara Pizzorni

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