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Smog, calano le PM 10
in provincia, ma a Cremona
città situazione al limite

Solo grazie ai dati del Pm10 di Crema e Soresina la Regione ha revocato due giorni fa le misure emergenziali contro lo smog, ma la situazione a Cremona città continua ad essere pessima. Tant’è che già oggi, 10 gennaio, il giorno dopo la revoca dello stop alle misure di secondo livello nel capoluogo (tra cui il blocco dei veicoli commerciali fino agli Euro4Diesel) la media provinciale del pm10 è già risalita oltre i 50 microgrammi al metro cubo.

Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Pd Matteo Piloni: “L’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo ha reso noti i dati sull’inquinamento in Lombardia, sottolineando come, negli anni, i limiti e i giorni di superamento siano in leggera, progressiva diminuzione. Se ci sono stati davvero questi risultati, dobbiamo ringraziare soprattutto i Comuni che hanno applicato i provvedimenti per il contenimento delle polveri sottili dovute al traffico, con politiche forse impopolari, come il blocco di certe categorie di autovetture, ma evidentemente efficaci per quanto riguarda il contenimento delle concentrazioni di inquinanti.
“Tuttavia queste azioni non sono sufficienti se non accompagnate anche da altre iniziative, più strutturali – aggiunge il consigliere dem-. E la situazione di questi giorni non può farci stare tranquilli, anzi. E’ proprio per questo che abbiamo presentato una mozione, che sarà discussa nella prossima seduta del consiglio regionale martedì 14 gennaio, in cui chiediamo alla giunta impegni precisi. Perché va fatto di più e meglio”.
“Soprattutto – dice Piloni – va contrastata la cultura delle deroghe, ovvero un sistema che inficia qualsiasi intervento, ma che pare la regola in un Paese dove fatta la legge, trovato l’inganno. E lo dobbiamo fare aiutando i Comuni che applicano le politiche per la mobilità sostenibile, che non sarà l’unico ma è uno dei temi più importanti, e magari anche allargando la platea dei Comuni, rivedendo i criteri delle fasce e sostenendoli nell’applicazione. Quindi, non si tratta di ‘accanirsi’ contro la mobilità, ma di promuoverla nella giusta direzione, facendo un pezzo importante del lavoro di contenimento dell’inquinamento”.
“Inoltre – aggiunge il consigliere – il fatto che le risorse per gli incentivi che abbiamo sollecitato e che sono stati messi in campo per la sostituzione delle auto private inquinanti siano già esauriti, ha dimostrato come ve ne fosse la necessità. Per questo è opportuno che la Regione metta quanto prima ulteriori risorse per il 2020”.
“Infine, la Regione deve riprendere la normativa, ancora ferma al 2006, sulle caldaie che sono il fattore principale di inquinamento: ci vogliono risorse per la loro sostituzione, ma anche procedure semplificate per quegli impianti innovativi a basso impatto come quelli che, ad esempio, utilizzano la geotermia”.

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