Cronaca
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Consiglio sul fotovoltaico, Carletti apre alle minoranze, ma la polemica continua

Il Consiglio Comunale di Cremona tratterà il tema dell’impianto fotovoltaico presso i campi della Fondazione Città di Cremona, a fianco di Cremona Solidale. Una possibilità è quella di inserire l’argomento all’interno di un Consiglio dedicato ad atti  politici, che potrebbe avere luogo il 24 febbraio, ossia entro i 20 giorni previsti dal regolamento per le richieste di convocazione in urgenza.  In questo caso però la discussione dovrebbe terminare tassativamente entro le 18, quando è già programmata una riunione della  commissione Bilancio.

Questa la proposta che il presidente del consiglio comunale Paolo Carletti esporrà in ufficio di presidenza ai capigruppo, in seguito alla richiesta di trattazione urgente da pare di Forza Italia, Lega, Movimento 5 stelle. “Il tema del fotovoltaico è tanto importante quanto non urgente”, spiega Carletti. “Credo che l’argomento meriti una discussione approfondita, un consiglio comunale ad hoc dedicato ai temi politici. Se i proponenti ritengono di rinunciare alla procedura d’urgenza, che impone la convocazione del consiglio entro 20 giorni, garantisco che del fotovoltaico ne parleremo entro la fine del mese di marzo”. Quello del 24 sarebbe il terzo Consiglio Comunale in una ventina di giorni, incastrato tra i due di prossima convocazione (presentazione e approvazione del Bilancio).  Accanto all’apertura alle esigenze di chiarimenti  posti dalle minoranze, Carletti non manca però di lanciare una stoccata: “La sede migliore per trattare un argomento come questo, ed altri che sono in agenda, è decisamente la commissione di vigilanza, strumento principe a disposizione delle minoranze. Noto con una certa perplessità, invece, che in questi sei mesi non ne è mai stata convocata nessuna”. Presidente della commissione Vigilanza è Pietro Burgazzi.

Ma l’opposizione, compatta, non demorde e attacca ancora la maggioranza di Galimberti su questo tema: “Il Sindaco Galimberti, gli assessori e la maggioranza erano a conoscenza del progetto del parco fotovoltaico, che esiste, e hanno dato il loro assenso evitando qualsiasi confronto con il Consiglio Comunale – attaccano Carlo Malvezz, Alessandro Zagni, Marcello Ventura, Luca Nolli e Maria Vittoria Ceraso.  – Nella giornata di ieri è emerso un nuovo e decisivo particolare: un elaborato  progettuale identificato come allegato C, a riprova che ve ne sono certamente altri finora non ancora noti, dal quale si evincono una serie di informazioni tecniche inequivocabili: identificazione dell’area oggetto dell’intervento, disposizione dei pannelli fotovoltaici a terra, indicazione del numero di moduli (26.190), la potenza unitaria (400 Wp), la potenza totale (10.476 kWp), la descrizione della tipologia dei pannelli (monoasse a palo infisso in terra), l’orientamento (est-ovest), l’indicazione dell’altezza variabile da terra (da 2,2 a 1,2 metri), le sezioni delle mitigazioni e persino i rendering (simulazioni prospettiche) dell’area dopo la realizzazione dell’impianto. Trattandosi di un impianto che non è caratterizzato da particolari e significativi fattori architettonici, è evidente che l’insieme degli elementi grafici e descrittivi costituiscono il progetto dell’impianto. Non a caso la società proponente classifica questo elaborato nel “cartiglio” come “Progetto impianto fotovoltaico – schema di installazione”. Quindi sorge spontanea una domanda: perché non è stato reso noto?
La barriera difensiva eretta dagli esponenti della maggioranza in questa settimana è crollata miseramente a terra sotto il peso dell’ipocrisia e della mancanza di coraggio; una sequenza di interventi velenosi, scomposti e contraddittori dettati dal disperato tentativo di negare i fatti e nascondere le responsabilità del Sindaco e della Giunta.
È stato superato ogni tollerabile limite di decenza. Riteniamo urgente venga ristabilita la necessaria trasparenza violata da atteggiamenti inaccettabili del Sindaco e della maggioranza. Abbiamo già chiesto copia di tutti in possesso della Fondazione Città di Cremona e del Comune di Cremona riguardanti questa vicenda e chiediamo che vengano resi pubblici. I cittadini cremonesi e i loro rappresentanti hanno il diritto di conoscere fino in fondo quanto è accaduto e come stanno agendo il Sindaco Galimberti e la sua Giunta. Come ci insegnano gli antichi: “Contra factum non valet argumentum” (contro il fatto non vale il ragionamento)”.

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