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Scavi accanto al Duomo,
ritrovata tomba del X-XI secolo
'Nessun ritardo per il cantiere'

(foto Sessa)

Un prezioso ritrovamento accanto al Duomo di Cremona, praticamente davanti al bar Pierrot: mentre sono in corso gli scavi per permettere l’allaccio della cattedrale al teleriscaldamento cittadino è stata rinvenuta una antica tomba. Si tratta, nel dettaglio, di una tomba ‘alla cappuccina’. Viene chiamata in questo modo per la forma che ricorda il cappuccio dei frati: guardandola in sezione, infatti, mostra una forma triangolare. Sul posto c’è l’archeologo Gianluca Mete per conto della sovrintendenza di Cremona, Mantova e Lodi. Altri ritrovamenti simili si verificarono già tra il 1978 e il 1980: si tratta di tombe risalenti al decimo o undicesimo secolo, quindi antecedenti alla costruzione del Duomo. Probabilmente sono da ricondurre al camposanto delle due chiese di Santo Stefano e Santa Maria, che furono demolite per dare inizio ai lavori di costruzione della cattedrale. Una sorpresa che potrebbe non essere l’unica, in quanto si stanno arrivando a scavare alcune zone della Cremona sotterranea che finora non erano mai state esplorate, ma il sovrintendente Gabriele Barucca rassicura: “E’ un ritrovamento previsto, verranno condotti dei rilievi ma ad ora non si prevedono ritardi nel cantiere”. E chissà che non sia la volta buona per trovare anche il famoso passaggio segreto che collegherebbe direttamente alcune abitazioni del centro con la cattedrale.

Fotoservizio Francesco Sessa

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Commenti
  • antonio1956

    Mi chiedo: è proprio necessario collegare la rete teleriscaldamento alla Cattedrale ?

  • antonio1956

    Parlando d’altro: agli inizi degli anni ottanta, mi pare di ricordare, un gruppo ristretto di archeologi fece un buco nella pavimentazione, di tre metri per tre circa, in prossimità dello sbocco di via Solferino sulla piazza. Fu interrotto perché si rischiava di minare, mi pare di ricordare, la fondamenta del torrazzo. Guardando le fotografie qui in alto si scava ben più di quella superficie, con minor profondità, con scopi, a parer mio, discutibili.
    Considerando il fatto che la cubatura da riscaldare, decine di migliaia di metri cubi per qualche ora alla settimana, comporterebbe dispendio di risorse enormi rispetto ai vantaggi.
    I fedeli e le opere d’arte han fatto a meno del riscaldamento per poco meno di un millennio e nessuno è morto di freddo in Cattedrale e le opere d’arte tutto sommato si sono conservate bene.
    Fino a quando negli anni settanta si adottarono le stufe a gas interne e successivamente il riscaldamento “centralizzato” con discutibili griglie di metallo nei pavimenti delle navate laterali.
    I fedeli e le opere d’arte contenute nella Cattedrale possono benissimo fare a meno oggi del teleriscaldamento in considerazione anche del fatto che gli inverni attuali non sono quelli vissuti in passato come testimoniano le cronache del tempo.

  • Marengon

    Se si continuano a collegare edifici pubblici (tra cui molte scuole, uffici comunali ecc.), la Cattedrale ed altri servizi al teleriscaldamento, questo diventerà sempre più indispensabile e così si pongono le basi perchè “bruci” di più (oggi è sottoutilizzato). Più brucia e più chi lo gestisce guadagna. Più edifici si collegano a questa fonte e meno la città avrà la forza di opporsi al suo spegnimento, trovando al contrario nuovi sostenitori (per interesse diretto) al mantenimento dell’inceneritore. Una città sotto ricatto… come l’homo ridens ben sa, avendo deciso di “allinearsi” non solo abbandonando l’idea di spegnerlo ma appoggiando la nuova politica di aumentare il combusto con fanghi ed altro (da 70mila tonnellate/anno a……? la Regione autorizza fino a 140mila tonnellate. Perchè non approfittare visto che il Comune è favorevole o per lo meno non oppone resistenza? E se non bastano i rifiuti locali si possono far giungere da fuori, aumentando il fatturato e ponendo tale condizione come indispensabile per non lasciare la città “al freddo…”).