Un commento

Cassa Integrazione tra ritardi
e 'scaricabarile': Regione contro
Inps, ma ne risente chi lavora

Continua il caos intorno alla Cassa Integrazione. Con una nota particolarmente dura, Regione Lombardia accusa l’Inps dei mancati pagamenti ed anche di “scaricabarile” nei confronti proprio delle Regioni, oltre che di “generare vere e proprie fake news”. Alla base della presa di posizione della Lombardia c’è l’ultimo report dell’Inps, reo, secondo Palazzo Lombardia, di non riportare correttamente i dati: “Non si capisce come mai solo in corrispondenza della Regione Lombardia ci siano due righe con numeri di pratica diversi: in una, risultano decretate da Regione appena 37 domande di cui autorizzate 33; nell’altra, 19.807 di cui autorizzate 6.484. Mentre i decreti trasmessi dagli uffici regionali sono 48.209 come risulta dal sito di Regione Lombardia dove sono pubblicati i dati assieme aglistessi decreti”. “Se l’Inps – conclude la nota – continuerà a diffondere notizie infondate e faziose, la Lombardia si difenderà nelle sedi opportune”.

Questa, mattina, martedì 5 maggio, però, sul sito dell’Inps figurava una tabella in linea (in fondo all’articolo, nda) con i dati lombardi: 46.436 domande ricevute, di cui 7.051 accolte e 462 pagate (840 i beneficiari secondo l’Inps). L’Ente di Previdenza ha anche anticipato al 15 aprile, invece del 21 aprile (qui l’articolo completo) l’invio delle prime domande lombarde, anche se in numero esiguo: 37 domande decretate da Regione, di cui 34 accolte e 11 pagate per 13 beneficiari. Dal 21 aprile inizia, poi, un altro conteggio. Non è stato comunicato il motivo per cui la Lombardia figuri due volte nell’elenco e con due codici differenti, ma in ogni caso ora anche il sito dell’Inps si è uniformato ai dati forniti dalla Regione.

Rimane il fatto, tuttavia, che il primo dato diffuso dall’Ente previdenziale (765) faceva risalire la prima comunicazione della Lombardia al 21 aprile. A quella data la Regione aveva autorizzato 781 domande in quattro decreti: uno il 15 aprile (51 domande autorizzate) e tre il 21 aprile (240, 240 e 250 domande autorizzate), quasi una settimana dopo. Inizialmente la Lombardia autorizzava circa 300 domande a decreto, ma da maggio si è saliti a circa 500. Ogni giorno, poi, ne vengono predisposti diversi, addirittura 40 il 2 maggio e 15 il giorno successivo. Tuttavia era possibile inviare le richieste già dal 1° aprile, come testimoniato dal comportamento di altre Regioni: il primo invio del Lazio, ad esempio, è del 2 aprile, il Friuli Venezia Giulia il giorno successivo.

Il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni sottolinea: “Dal 1° aprile è stato possibile inviare le richieste di cassa integrazione in deroga alla Regione. Ma Regione ha iniziato ad inviare le pratiche all’Inps solo il 16 aprile. Un ritardo pagato dai lavoratori che ancora oggi non hanno visto accreditarsi la cassa integrazione. ‘Siamo partiti lentamente’ è stata la giustificazione dell’assessore regionale al lavoro rispondendo ieri (lunedì 4 maggio) in aula alla nostra interrogazione in merito, garantendo che entro fine settimana tutte le richieste saranno inviate all’INPS e che solo nell’ultimo week-end sono state inoltrate 40mila domande”. “I ritardi – conclude – ci sono stati e molti lavoratori lombardi rischiano di non vedersi accreditato l’importo della cassa prima della fine di maggio, se non oltre. Regione acceleri e, dove possibile, anticipi lei i soldi della cassa come aveva annunciato a metà aprile. E se ci sono problemi con Inps li risolva. Le famiglie e le aziende non vivono di polemiche”.

In questo rimbalzo di responsabilità, tuttavia, a farne le spese sono i lavoratori come denunciano anche Cgil e Fisac cremonesi attraverso una nota: “Purtroppo riceviamo, da parte di lavoratrici e lavoratori in Cassa Integrazione, diverse segnalazioni di difficoltà ad istruire la pratica di anticipo con le banche. Anche le moratorie sui mutui procedono a rilento, così come i finanziamenti garantiti alle imprese in difficoltà. Nel contempo i lavoratori del settore bancario spesso denunciano di ricevere segnali contraddittoridalle proprie direzioni riguardo le priorità da dare nella propria attività in questa fase emergenziale: vendita di prodotti finanziari piuttosto che assistenza a persone in difficoltà economica”. Il sindacato quindi aggiunge: “CGIL e FISAC/CGILsono impegnate a dare supporto informativo alle persone che faticano a rapportarsi con le Banche in relazione alle misure governative adottate in seguito al Covid-19. In tale contesto informiamo che anche Banca d’Italia ha attivato un nuovo canale di comunicazione per fornire informazioni ai cittadini e permettere di segnalare eventuali controversie nel rapporto tra cittadini e banche o altri intermediari finanziari (si può scrivere all’indirizzo email fisaccremona@cgil.lombardia.it oppure telefonare alla Banca d’Italia al numero verde 800196969, opzione 0).

Dati al 4 maggio (Inps.it)

mtaino

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Commenti
  • Pamy

    A me non interessa nulla questa diatriba….mi interessa solo che inizino a pagare. Io, come tanti altri, è da DUE MESI che NON VEDO 1euro di stipendio, pertanto: si mettano d’accordo e ce vadano in fuori!!!!😡😡😡