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No alle bici sul treno, Trenord:
'Troppi rider'. I sindacati
insorgono: 'Subito un tavolo'

Rider in partenza dalla stazione di Cremona

Se già la loro vita era impegnativa prima, con la sveglia all’alba per spostarsi a Lodi e a Milano a lavorare, per le decine di rider che ogni giorno partono da Cremona la situazione diventerà ancora più pesante, ora che Trenord ha comunicato il divieto di salire sui treni con le bici. Dopo le proteste arrivate da più parti, l’azienda ha infatti spiegato che con le loro bici “rendono impossibile il mantenimento delle distanze“. Perché, di fatto, sono troppi. Secondo l’azienda, come riportato in una nota, “il fenomeno dei riders metropolitani ha raggiunto livelli numerici insostenibili a ogni ora del giorno. Si verificano veri e propri ‘assalti ai treni‘ con centinaia di biciclette, che pregiudicano la sicurezza dell’esercizio ferroviario e rendono impossibile il mantenimento delle distanze imposte per il post-Covid19 fra i posti disponibili”.

Una imposizione a cui la rete Rider x i diritti, che riunisce collettivi e sindacati confederali, si oppone strenuamente, tanto più che da tempo viene richiesto un incremento delle corse nelle fasce più affollate e carrozze dedicate al deposito bici. La paura per coloro che lavorano con le biciclette, è che lasciandole in stazione a Milano possano venire rubate, e di non poter quindi più lavorare. I sindacati hanno quindi chiesto un tavolo urgente con Trenord “per giungere al più presto ad una risoluzione del problema”.

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