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In pensione la preside
Mirelva Mondini, vacante
la sede del liceo Manin

Non sarà Mirelva Mondini a guidare l’avvio del prossimo anno scolastico al liceo Daniele Manin. La dirigente ha presentato domanda di pensionamento, che la condurrà in tempi brevi al ritiro dopo 26 di professione ai vertici di varie scuole cremonesi e 6 all’istituto di via Cavallotti.  “Mi sembrano abbastanza – ci risponde quando la interpelliamo  – sono stati anni intensi e di soddisfazione, ma anche molto impegnativi, e davvero senso il bisogno di dedicare più tempo alle mie occupazioni personali, senza continuamente dovermi dividere tra vita privata e scuola”.

Dunque l’attuale incarico presso l’istituto Racchetti di Crema come presidente di commissione alla maturità, sarà uno degli ultimi passaggi di una vita lavorativa iniziata come insegnante ma poi virata verso la dirigenza. Laureata in Scienze Agrarie e conseguita la specializzazione in Economia del Sistema Agro-Alimentare, Mirelva Mondini ha esordito nella dirigenza nel 1994 allo Stanga, curandone la riorganizzazione in seguito all’aggregazione dei corsi tecnico e professionale agrario. Successivamente ha guidato come incaricato il Beltrami – Ghisleri  -Vacchelli, approdando poi all’istituto professionale Stradivari negli anni in cui nasceva il liceo Musicale e si ponevano le basi del Polo formativo della liuteria e dell’artigianato artistico, che ha consentito il consolidamento della scuola internazionale di Liuteria da sempre sottodimensionata per poter restare autonoma. Al liceo Stradivari è stata poi preside reggente fino al 2015.

“Lo Stanga è stato un bel banco di prova agli esordi, il Manin il coronamento di una vita lavorativa nella scuola più antica di Cremona e di grande tradizione”, afferma. “Ho pensato di ritirarmi quando ho avvertito alcuni segnali di maggiore fatica e mi sono resa conto che non avrei affrontato il seguito con lo stesso slancio ed energia. Devo dire che questi ultimi mesi di lavoro completamente rivoluzionato a causa del Covid mi avevano fatto ripensare per un po’ a questa scelta, si sarebbero potute sperimentare nuove idee e ho pensato che avrei potuto andare avanti … ma non è durato a lungo”. Che scuola ha trovato e che scuola lascia? “E’ meglio chiederlo agli altri piuttosto che a me. Quello che spero di lasciare ai colleghi è un modo di lavorare, di fare le cose insieme, che mi ha sempre contraddistinto e che credo di aver portato anche al Manin, dove ho trovato persone motivate e con cui ho lavorato molto bene”.

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