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Inchiesta fondi, altri
particolari: ancora
bonifici sospetti

Emergono nuovi particolari nell’indagine della guardia di finanza sull’inchiesta relativa alla sottrazione di fondi ai danni della onlus ‘Uniti per la provincia di Cremona’ che vede coinvolti Renato Crotti, gestore “di fatto” dell’ente benefico, ora sospeso, Attilio Mazzetti, gestore di locali notturni e attualmente sottoposto a procedura fallimentare, e Cristiano Bozzoli, titolare di un’impresa di vendita di stufe e caldaie, tutti indagati, in concorso, per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e alla truffa. Si allargherebbe, infatti, la cifra finita all’inizio sotto la lente della finanza, 100.000 euro, importo sottratto alla onlus che era arrivata a raccogliere 4 milioni di euro per finanziare iniziative anti- Covid. Denaro, per gli investigatori, destinato a sanificazione e pasti caldi falsi. Ora ci sarebbe di più: dal conto corrente della onlus, Renato Crotti si sarebbe appropriato di 10 mila euro, arrivati sul conto corrente di sua sorella Anna Grazia, conto sul quale il fratello aveva la delega. E questa volta si celerebbe una finta gestione di didattica a distanza. Venerdì 24 luglio nell’abitazione di Anna Grazia Crotti la guardia di finanza ha effettuato una perquisizione, sequestrando materiale informatico.

Al termine della perquisizione svolta lunedì scorso presso la sede della onlus, gli investigatori hanno trovato  ulteriori disposizioni di pagamento relative a fatture “che presentavano elementi di anomalia”. La onlus ha disposto il pagamento tramite due bonifici di 10 mila euro a favore di tale Anna Grazia Le Muse. Nella causale dei bonifici veniva indicato ‘Progetto Le Muse’. Sempre nella sede di ‘Uniti’, la finanza ha trovato due richieste di pagamento da parte di Muse Anna Grazia, di cui una datata 26 marzo, l’altra priva di data. Ed è spuntato pure un documento di 48 pagine denominato ‘Muse alla Lavagna’, apparentemente redatto il 23 marzo da Maria Grazia Muse avente ad oggetto: ‘la gestione della didattica a distanza’. “Dalle banche dati non risulta censita sul territorio nazionale alcuna Muse Maria Grazia”, è scritto nelle due pagine di decreto di perquisizione. “Dalla consultazione di fonti aperte”, gli investigatori hanno scoperto che il ‘Progetto le Muse’ è un “mero collage di documenti reperibili su Internet, tra cui uno redatto per la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, un altro ricavato da sito ‘orizzontescuola.it’, un altro ancora dal sito ‘Ministero dell’istruzione ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna – Servizio Marconi TSI’, l’ultimo tratto dal sito dell’istituto comprensivo ‘Diego Vitrioli – Principe di Piemonte’, di Reggio Calabria”, come è riportato nelle due pagine del decreto di perquisizione.

E’ quindi emerso che “l’intestataria del conto corrente a favore del quale erano stati disposti i bonifici è Crotti Anna Grazia, sorella di Crotti Renato, il quale ha la delega ad operare sul conto. Tali elementi rendono più che concreta l’ipotesi che le fatture emesse per il progetto didattico siano false, e che abbiano costituito mero escamotage per permettere a Crotti Renato di drenare altro denaro dai fondi dell’associazione”.

Sara Pizzorni

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