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Sanità privata, il rinnovo
non c’è: sciopero e
presidio al San Camillo

Un doppio presidio, ieri mattina, mercoledì 16 settembre, davanti alla Casa di cura San Camillo di via Mantova. Prima, dalle 8.30 alle 10.30, quello organizzato da Cgil e Cisl, a seguire quello della Uil. Il tema sul tavolo riguarda il mancato rinnovo del contratto della sanità privata. 

A giugno era stata siglata una preintesa, ma a luglio non ha fatto seguito alcuna formalizzazione dell’accordo a causa del rifiuto della parte datoriale. Sono così iniziate le mobilitazioni sindacali, prima a Roma e poi davanti ad alcune Prefetture, Cremona inclusa. 

Oggi si è dunque arrivati alla giornata di sciopero, con, come detto, le due mobilitazioni. Angelo Bonvissuto della Uil spiega come lo sciopero sia stata la modalità scelta “come ulteriore innalzamento di rivendicazione, sia per quanto concerne la parte economica che giuridica, per il riconoscimento dei diritti”. 

“C’è stata – aggiunge Bonvissuto – una buona adesione da parte dei lavoratori e abbiamo ricevuto anche il sostegno di chi non poteva essere presente perché doveva garantire i servizi essenziali. Tanto sostengno è arrivato anche da parte dei cittadini che si recavano presso la struttura“.

Il mancato rinnovo è considerata “un’ingiustizia”, anche alla luce del fatto che si arriva dalla fase acuta dell’emergenza coronavirus: “Erano eroi quando c’era necessità, e nessun lavoratore si è mai tirato indietro: la mancata firma è veramente un colpo alla dignità delle persone”.

Oggi dunque lo sciopero della sanità privata, ma in sospeso c’è anche il rinnovo di circa 200 contratti, a partire da quelli di enti locali e sanità pubblica. Per questo, venerdì 18 settembre, ci sarà una mobilitazione regionale a Milano davanti a Palazzo Lombardia.

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