Ultim'ora
Commenta

Contro povertà alimentare,
educativa e digital divide
200mila euro per il no-profit

Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona lanciano un fondo da 200.000 euro per contrastare le povertà del territorio cremonese, emerse o aumentate con l’emergenza Covid-19.  La nuova misura – ultima di una serie di dispositivi specifici di sostegno alla comunità locale messi in atto fin dall’inizio dello scoppio della pandemia – è progettata per contrastare in modo particolare la povertà alimentare, educativa e quella legata al digital divide. Al momento sono già stati avviati contatti con diverse realtà non profit e profit del territorio che potrebbero costituire una rete di partner, ma l’invito resta aperto a tutti i soggetti interessati a sostenere l’iniziativa.

Il fondo potrà sostenere progetti, iniziative e bandi di contrasto alla povertà realizzati da reti territoriali non profit, stimolare una forte attenzione al fenomeno della povertà, avviando una ricomposizione delle risorse territoriali, e mobilitare al dono l’intero territorio. Il fondo può infatti ricevere donazioni e lasciti disposti da cittadini, enti e imprese che ne condividano la finalità.

«L’impegno della Fondazione Comunitaria insieme e in concertazione con Fondazione Cariplo – spiega il presidente della Fondazione cremonese Cesare Macconi – continua con questo nuovo fondo che annunciamo non casualmente in occasione della Giornata mondiale di lotta contro la povertà del 17 ottobre. Il fondo prevede di intervenire su più linee: il supporto alle reti territoriali già esistenti, l’attivazione di fondi territoriali dedicati alla povertà, la facilitazione dell’emersione e del rafforzamento di reti di contrasto alla povertà».

Il nuovo fondo-povertà parte da una base di 100.000 euro disposti da Fondazione Cariplo e altri 100.000 euro disposti da Fondazione Comunitaria. Attraverso il fondo potranno essere sostenuti progetti presentati da reti di soggetti non profit che dimostrino di essere complementari rispetto a servizi già esistenti sul territorio, in particolare con quelli promossi dagli enti territoriali. Tali reti saranno costituite da enti del terzo settore in possesso di requisiti necessari per l’ammissione alla contribuzione della Fondazione in stretta e prioritaria connessione con l’ente pubblico territoriale.

© Riproduzione riservata
Commenti