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Salini: 'Assurdo bloccare la
Lombardia. Piloni: 'Fontana
fornisca dati provinciali'

Dopo la decisione di inserire la Lombardia in zona rossa, non si fanno attendere i commenti da parte della politica locale. E se il governatore della Lombardia Fontana ha dimostrato rabbia nei confronti dei provvedimenti presi con l’ultimo Dpcm, il consigliere regionale Matteo Piloni sposta proprio sul governo regionale la responsabilità: “La suddivisione in tre zone è stata fatta sulla base di 21 indicatori individuati dal Governo lo scorso aprile. Non ieri” commenta. “Alle Regioni spetta il compito di utilizzare questi indicatori e produrre i dati conseguenti attraverso i quali monitorare l’andamento del virus sui vari territori. La domanda è semplice: in Lombardia, in questi mesi, sono stati seguiti questi indicatori? Credo di sì. E allora si rendano noti i dati e, sulla base di questi, si dimostri che in Lombardia la situazione è differente per territorio e si agisca di conseguenza, tenendo ulteriormente monitorata la situazione, settimana per settimana, così come prevede il Dcpm. Oppure si dimostri che tutti i territori della nostra regione sono ad alto rischio e allora si blocchi ogni perplessità, a partire dalle mie”.

“Rendere noti i dati serve anche a gestire meglio la situazione e a spiegare la situazione con il massimo della trasparenza” continua Piloni. “Perché, se le cose si spiegano diventano anche più semplici da gestire. E da accettare. E’ inutile e dannoso continuare a giocare allo scaricabarile e alimentare solo ulteriore confusione. Tra l’altro, uno dei tre esperti che hanno il compito di monitorare l’andamento delle regioni, è stato indicato proprio dalla Lombardia. In ultimo, e sempre sulla base dei dati, forse ci sono governatori e regioni che in questi mesi hanno fatto meglio e già oggi ‘godono’ di situazioni migliori”.

“Con questo Dpcm viene messa al centro l’autonomia locale e  non sarà più possibile giocare allo scaricabarile con il Governo” rincara la dose Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5S. “È il giorno delle responsabilità in Lombardia. Mi risulta che alcuni sindaci lodigiani leghisti abbiano scritto al premier Conte per  protestare e chiedere misure più leggere.

Ora sanno che il Governatore Fontana potrà decidere se allentare o meno certe misure a livello territoriale. Il nuovo Dpcm consente ai governatori  di agire in modo puntuale e con l’ascolto dei sindaci dei territori,  decretare, dove possibile, il diverso livello di attenzione emergenziale. Fontana pretendeva misure uniformi su tutto il territorio nazionale con chiusure che valessero per tutti, il governo, invece, ha agito con razionalità per preservare la salute ed il tessuto economico. A fronte di tutto questo il Governo ha già previsto oltre 5 miliardi di ristori per le categorie produttive più colpite e si lavora già a nuovi sostegni. Ora Fontana non ha più alibi, ha tutti gli strumenti per  agire”.

D’altro tenore la dichiarazione dell’Eurodeputato Massimiliano Salini (Fi), secondo cui bloccare la Lombardia, che “produce il 20% del Pil nazionale e, grazie al suo tessuto imprenditoriale dinamico, è in grado di esprimere i progetti più ambiziosi finanziabili con il Recovery Fund” significa “spegnere quella che è una delle locomotive d’Europa e d’Italia”. Secondo Salini, invece, “l’esecutivo dovrebbe valorizzarne il tessuto socio produttivo per rilanciare l’economia nazionale ed europea, sfruttando in modo condiviso il programma Next Generation Eu da 209 miliardi.

Tenendo sotto chiave a Palazzo Chigi i progetti per il Recovery Fund e chiudendo in modo miope regioni cruciali come la Lombardia, il governo si dimostra sordo alle numerose richieste di dialogo, di fatto indisponibile ad avviare un confronto pubblico sui fondi europei con le istituzioni locali, le categorie economiche e le imprese del territorio, soggetti che, per competenza, esperienza e capacità di innovazione, saranno protagonisti del programma Ue e traineranno la ripresa”.

“Il governo giallorosso è nel panico – spiega Salini – incapace di reagire con efficacia e responsabilità alla seconda ondata del virus. La decisione di ignorare le richieste dei governatori, in particolare della Lombardia, sulla necessità di analizzare i dati con lucidità attendendo l’effetto delle misure già prese, non solo equivale a prendere in giro i cittadini che si impegnano di volta in volta per rispettare le regole, nonostante l’improvvisazione cronica dell’esecutivo, ma significa dare una mazzata alle imprese e mettere a rischio la ripartenza dell’intero Paese”. 

“Mentre Regione Lombardia stava facendo i massimi sforzi con i sindaci, gli imprenditori e i referenti delle categorie per gestire al meglio questa fase, il Governo ci ha condannati alla Zona Rossa e all’inattività”, affermano da Fratelli d’Italia Daniela Santanché, coordinatrice regionale, il capodelegazione Riccardo De Corato e il capogruppo in regione Franco Lucente, insieme al coordinatore cittadino Luca Grignani. “Non solo, lo ha fatto seguendo dati vecchi di giorni, come per sua stessa ammissione. Non poteva aspettare i dati nuovi, che avrebbero potuto risentire, in meglio, delle disposizioni regionali di dieci giorni fa? La chiusura di Conte è inaccettabile sia sul piano formale, che scientifico che logico.

Le richieste presentate da Regione Lombardia sono state considerate carta straccia da un Governo che ha accentrato a sé tutti i poteri ed è cieco e sordo al dramma che sta vivendo il Paese. Ci auguriamo che il presidente Fontana si faccia sentire con il Governo e con il Presidente della Repubblica e arrivi anche a impugnare queste decisioni ove possibile”.

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