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Il procuratore: 'Un anno
terribile, ma il Covid non ci ha
fermati'. Il bilancio dell'attività

Il procuratore Pellicano

“Il 2020 è stato un anno terribile, un anno che ci ha costretti a riflettere e a scoprire che la responsabilità e la competenza fanno la differenza, sia nei comportamenti minimi strettamente individuali, che nei comportamenti sociali. Un anno dove si è avuta la possibilità di distinguere gli atteggiamenti virtuosi da quelli meno virtuosi, le persone capaci da quelle meno capaci, i buoni e i cattivi. Mi auguro che ciascuno di noi ne sia rimasto influenzato, per giudicare noi stessi ed ispirare i nostri comportamenti al senso di responsabilità e competenza, ma anche per quando dovremo formare i nostri giudizi sull’operato delle altre persone. Perché è giusto che quelle competenti e responsabili siano valorizzate e che le persone incompetenti e irresponsabili siano invece smascherate”. Così il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Pellicano nel tradizionale momento di auguri, questa volta virtuale, con i suoi magistrati (Francesco Messina, Lisa Saccaro, Vitina Pinto, Chiara Treballi, Davide Rocco e Ilaria Prette) e con tutto il personale della procura. Un’occasione per tracciare l’annuale bilancio del lavoro svolto. Il procuratore si è detto “orgoglioso” del modo con il quale l’ufficio “ha reagito e reagisce a questo evento che ha sconvolto il mondo. Senza isterismi o panico, ma con lucidità e senso di responsabilità. Non abbiamo chiuso gli uffici per un solo giorno. Abbiamo continuato la nostra attività quasi senza contrazioni, ma lo abbiamo fatto con attenzione e cautela”. Una procura che, “nonostante una scandalosa carenza di organico del personale amministrativo, che nei fatti supera il 50% e alla quale nessuno sembra voler porre rimedio, ha fatto della uniformità della risposta penale il proprio criterio guida: perseguire, cioè, con uguale determinazione tutta la gamma dei reati in qualsiasi contesto della vita sociale. E farlo in modo tempestivo, perché la giustizia lenta che interviene a troppa distanza dai fatti non è utile per nessuno, né per le persone offese che a distanza di tempo dalla ferita trovano minore o nessuna soddisfazione nel vedere la riparazione del torto subito, sia per le persone indagate, che non possono restare indefinitamente tali”.

Parte fondamentale del lavoro di quest’anno è stato l’accertamento delle responsabilità legate all’emergenza Covid per cui è stato costituito un pool di magistrati specializzato in materia. In questo ambito spicca l’indagine sull’epidemia colposa e omicidio colposo riguardante principalmente le Rsa del territorio cremonese, un’indagine prossima alla conclusione, così come la delicata inchiesta sulla distrazione di fondi generosamente donati dalla comunità cremonese all’associazione ‘Uniti per la provincia di Cremona’. “Si tratta”, ha commentato il procuratore, “di fatti particolarmente urticanti perché hanno tradito la collettività in uno dei momenti di maggior valore sociale, quello della solidarietà. Episodi del genere appaiono distruttivi del legame di coesione sociale, inducendo diffidenza e chiusura. Per tale ragione la procura ha profuso la giusta fermezza, anche con l’adozione di una misura cautelare, per ristabilire il diritto”. Per la trattazione dei procedimenti collegati alla normativa dell’emergenza o al fenomeno epidemico è stata istituita un‘area omogenea formata da magistrati specializzati. Dal 14 marzo 2020 ad oggi sono stati assegnati e trattati 59 procedimenti (contro noti o ignoti): il 63% è relativo all’inosservanza del provvedimento dell’autorità, il 13% riguarda reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose, il 7% la violazione dell’obbligo della quarantena.

Il numero complessivo delle notizie di reato contro persone note nel periodo 1 luglio 2019 – 30 giugno 2020 è di 4414, contro i 4363 del periodo precedente, con una variazione in aumento di poco superiore all’1%. Il dato appare singolare, letto alla luce del periodo Covid (1 marzo-30 giugno) durante il quale ci si sarebbe potuta aspettare una contrazione delle notizie di reato. In effetti nel periodo anzidetto, le sopravvenienze sono state 1116, ossia circa il 25% del totale dell’anno, con il 12% in meno della media degli altri due quadrimestri. Le notizie di reato iscritte nel periodo contro persone ignote sono risultate invece in sensibile diminuzione: 2604 contro le 3157 del periodo precedente.

TIPOLOGIE DI REATO:

Il gruppo di reati inerenti materia di libertà sessuale, violenza di genere e stalking è la materia che assorbe le maggiori energie della procura, che dedica ad essa un gruppo di ben quattro magistrati. Si tratta di un impegno sempre crescente, tanto più dopo l’entrata in vigore della normativa sul ‘codice rosso’.

Sotto il profilo statistico, si riducono (43 contro i 65 precedenti) i reati in materia di libertà sessuale. Mentre restano costanti (52 procedimenti) le denunce per delitti di stalking. I reati di maltrattamenti in famiglia iscritti nel periodo sono lievemente diminuiti, passando dai 147 dello scorso anno agli attuali 137. In questa materia è stato attivato nel 2018 il turno settimanale ‘fasce deboli’, che segue la cadenza del turno esterno ordinario pur essendo autonomo da questo. Il servizio permette alle forze di polizia, e, attraverso queste, a coloro che si occupano della materia (assistenti sociali, medici legali ecc.), di contattare direttamente il magistrato del gruppo specializzato per ricevere indicazioni idonee a gestire situazioni urgenti relative a questi reati. La preesistenza del turno ha consentito di trovarsi nelle condizioni migliori per dare esecuzione alla normativa del ‘codice rosso’, ponendolo in grado di iscrivere con immediatezza la notizia di reato trasmessa oralmente e rilasciare eventualmente la delega alla polizia giudiziaria per ascoltare la vittima del reato entro tre giorni. L’ufficio ha anche istituito un registro interno sul quale vengono annotati tuti i procedimenti iscritti per reati appartenenti al ‘codice rosso’, dove sono registrate anche le vicende riguardanti eventuali misure cautelari adottate. Dal registro si evince che i reati trattati con la normativa speciale sono stati complessivamente 221.

Reati in materia fallimentare: i procedimenti sono 25, rispetto ai 28 del periodo 2017/2018 e ai 14 del periodo 2016/2017. I reati in materia fiscale, invece, sono pari a 97 ( il loro numero si è stabilizzato a partire dal 2019 , passando da 62 a 95 nel periodo precedente). La principale novità nella trattazione di questa materia è rappresentata dalla esplicita esortazione rivolta ai pm assegnatari, contenuta nel progetto organizzativo, affinché non trascurino, per i casi di confisca obbligatoria della materia tributaria, di richiedere con carattere di automatismo il sequestro preventivo anche per equivalente degli importi risultanti sottratti all’imposizione fiscale.

Reati in materia agroalimentare sono molto sentiti dal procuratore. Secondo i dati della Camera di Commercio di Cremona, nella provincia di Cremona, dove sono attive circa 26mila imprese, circa 4000 operano nel settore agricolo. L’agricoltura è da sempre uno dei punti di forza del territorio e genera poco più del 5% del Pil complessivo provinciale, contro una media regionale dell’1% ed una nazionale del 2%. In un settore commerciale così ricco, le attività abusive e criminali sono molto diffuse. Nel periodo di riferimento sono stati originati dalla procura di Cremona 17 procedimenti. Tra le indagini in corso, quella riguardante reati di abuso della Denominazione di origine protetta che concerne l’allevamento e la macellazione di suini per la produzione del prosciutto di Parma e San Daniele, nell’ambito dei quali sono state avviate alla produzione carni prive dei requisiti richiesti. Ci sono poi diverse indagini che riguardano l’uso di medicinali non autorizzati negli allevamenti di bovini e suini, così come è in corso un’inchiesta su una anomala moria di alveari di apicolture nel territorio cremonese.

Indagini di rilievo anche in materia di sicurezza della rete ferroviaria e stradale:  la prima scaturita dall’accertamento di una anomalia nei binari che presenta analogie con quella riscontrata a Pioltello (era accaduto nell’ottobre de 2019 sulla Cremona-Treviglio tra Crema e Casaletto Vaprio), mentre la seconda riguarda i molteplici episodi di malfunzionamento dei sistemi connessi ai passaggi a livello in diversi comuni della provincia di Cremona.

Sono trattate con grande attenzione e sensibilità anche altre tipologie di reato, come quelle in materia edilizia urbanistica e tutela del paesaggio, decisamente diminuite (15 contro i 25 del periodo precedente), mentre sono rimasti abbastanza costanti i reati in materia ambientale (da 35 a 30).

Il numero dei procedimenti per omicidio o lesioni da infortunio sul lavoro nella relazione del 2016 avevano ricevuto una sottolineatura di allarme per il loro consistente numero e per il forte incremento. Erano poi decisamente diminuiti nel 2017 (da 111 a 169), scendendo fino a 43 procedimenti con nessun omicidio colposo nel 2018 per poi tornare ad aumentare nel periodo precedente fino a 82 procedimenti. Per l’anno giudiziario in corso i reati in esame sono statisticamente diminuiti in modo sensibile, essendo risultati 29 procedimenti, dei quali tre per omicidio.

Non vi sono novità significative da registrare sui reati contro il patrimonio, che restano elevati, ancorché in leggera diminuzione. Purtroppo molto numerosi risultano i furti in abitazione, quasi sempre a carico di ignoti.

Il 2020 è stato un anno che ha anche visto la procura di Cremona in prima linea su fatti che hanno avuto risonanza nell’opinione pubblica. Il procuratore ha citato in particolare il caso di Mauro Pamiro, il professore e musicista cremasco trovato morto lo scorso giugno a Crema nel cantiere edile di via Mazzolari a Crema e la morte di Sabrina Beccalli, la 39enne cremasca scomparsa a Ferragosto e del cui omicidio è accusato il 45enne cremasco Alessandro Pasini. Altro fatto di sangue, quello relativo alla morte della piccola Gloria, di due anni, per mano di suo papà. Il processo è in corso e questa settimana il pm ha chiesto per l’imputato la massima pena.

Sara Pizzorni

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