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'I parenti degli ospiti della RSA
lasciati alle intemperie. Rivedere
l'organizzazione delle visite'

Lettera scritta da Un lettore

Direttore buongiorno,

la mattina del 31 dicembre 2020 verso le 10.30, insieme a mia moglie, mi sono recato presso la RSA di Casalbuttano per una visita protetta a mia suocera. Dopo aver compilato le autocertificazioni di rito, siamo stati indirizzati verso il reparto che abbiamo raggiunto tramite una scala antincendio in acciaio. Giunti sul pianerottolo abbiamo trovato due sedie e poco dopo dall’interno è stata portata mia suocera su una carrozzina da un’operatrice. La visita si è svolta praticamente con noi su un pianerottolo della scala al freddo gelido e mia suocera all’interno, nell’atrio vicino al vetro di una porta.
A questo punto mi chiedo se non è possibile da parte della direzione dell’Istituto organizzare al meglio queste brevi visite evitando di lasciare i parenti al freddo, usando una stanza all’ingresso della struttura debitamente attrezzata dove sicuramente per gli ospiti è meno traumatizzante e i visitatori non devono stare alle intemperie. Detto sistema non viene usato nemmeno nelle peggiori carceri. E che non vengano a dire che lo fanno per proteggere i ricoverati perché prendendo le dovute precauzioni tutto è possibile.

Grazie per la sua disponibilità.

 

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