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Lgh e fusione in A2A, Galimberti:
'Decideremo in base a valore
azioni e progetto industriale'

Aem Spa, socio al 15% di Lgh, valuterà la proposta di fusione di Lgh in A2A, anticipando i tempi rispetto a quanto previsto finora, sulla base di due considerazioni fondamentali: il valore economico attribuito a Lgh e le prospettive industriali per il territorio cremonese. Questa, in sintesi, la comunicazione fatta dal sindaco in Consiglio Comunale, dopo il dibattito in risposta ad un ordine del giorno datato ormai 20 luglio 2020 del gruppo consigliare di Forza Italia. Il centrodestra con Carlo Malvezzi ha ribadito le critiche fatte in altre occasioni all’operazione, dalla bocciatura dell’Anac alla procedura seguita (assenza di gara per l’accordo Lgh – A2A), ribadendo la natura politica dell’accordo siglato nel 2016. Malvezzi ha inoltre ricordato la sospensiva concessa dal Tar ad una delibera del comune di Seregno simile a quella con cui il Comune  di Cremona aveva dato il via libera all’accordo.

Il contratto tra le due società era stato rinnovato nel 2019, prevedendo la possibilità per i soci di Lgh di valutare la fusione anticipata rispetto ai tempi inizialmente previsti. Trascorso un anno, nel 2020 i soci Lgh hanno inviato una comunicazione ad A2A mostrando l’interesse a valutare le proposte del socio di maggioranza per dare corso a questa operazione. Entro un paio di mesi, A2A dovrà fornire la propria proposta e sulla base di questi contenuti verrà presa una decisione.

“L’operazione Lgh-A2A ha permesso di ottenere risultati essenziali per il territorio – ha spiegato Galimberti – Saremo chiamati a comprendere se ci siano le condizioni per anticipare la fusione. E le condizioni che andremo a valutare sono queste: il valore economico delle partecipazioni di Lgh, perché non sappiamo ancora quanto vale Lgh rispetto al 2016; e le ricadute in termini di innovazione industriale, di lavoro e di crescita per il territorio”. Galimberti ha citato il gruppo di lavoro (steering committee) in corso da mesi tra Comune, Lgh, e vari altri soggetti pubblici e privati (tra cui Padania Acque) “che sta costruendo un piano innovativo di economia circolare nell’ambito della green economy. Abbiamo bisogno di investimenti e di imprese che abbiano le spalle forti per fare investimenti concreti sul territorio. Abbiamo messo in campo questo gruppo per sostenere le prospettive di crescita anche dentro un eventuale percorso di fusione”.

“L’operazione del 2016 nasce con la volontà di fare una partnership”, ha ribadito il sindaco, chiarendo anche che la proposta preliminare di fusione anticipata “sarà portata all’attenzione degli organi competenti, in primis il consiglio comunale. Perchè  avremmo dovuto rinunciare a conoscere e valutare le condizioni? Vedremo il valore economico, le prospettive industriali e poi decideremo. Al Consiglio comunale sarà rimesso, sulla base di elementi definiti, la scelta di rimandare la fusione o no”.

Galimberti ha poi enumerato alcune cifre a supporto degli investimenti di Lgh sul territorio, in risposta alle critiche di Malvezzi (“241 milioni di investimenti nel 2016 vennero promessi dall’allora presidente Lgh Valotti,  e 100 assunzioni, ma dove sono?”). “Linea Gestioni – ha risposto Galimberti – ha fatto investimenti per 2 milioni di euro e siamo città sperimentale per il progetto Minerva; da Linea Reti e Impianti investimenti per 31 milioni; da Linea Green per 10 milioni; il Polo tecnologico è un’altra iniziativa da 4 milioni di euro. Sono stati mantenuti i livelli occupazionali e anche la sede. Lgh sta diventando un leader nel settore del bioenergy con importanti acquisizioni, alcune anche nelle ultime settimane, per un valore di 100 milioni sul territorio nazionale. Questi sono i fatti”.

Giuliana Biagi

 

 

 

 

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