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Lgh verso la fusione in A2A, Malvezzi: 'Ma che partnership, era l'obiettivo fin dall'inizio'

Giorni delicati in questo finale d’anno per il futuro di Lgh, sempre più destinata ad essere inglobata in A2A attraverso un’operazione di fusione, una delle opzioni possibili previste nei patti parasociali siglati nel 2016 e messa nero su bianco nei giorni scorsi con la decisione dei soci di Lgh (tra cui la cremonese Aem) di avviare il percorso. Lo ha comunicato la stessa A2A, precisando anche che “in forza di tale richiesta A2A dovrà inviare entro 60 giorni lavorativi dall’ultima comunicazione ricevuta una proposta preliminare di fusione per incorporazione di Lgh in A2A, indicando i termini principali di tale proposta, soggetta in ogni caso all’approvazione degli organi sociali dei soggetti coinvolti nella fusione”.
Nel 2016 A2A ha rilevato il 51% di Lgh e nel 2019 i vertici di Lgh e A2A avevano rinnovato al 2021 la partnership industriale.

“Questa è una vendita fatta comodamente in due rate”, afferma il capogruppo di Forza Italia, Carlo Malvezzi, rappresentante di un partito  che ha sempre criticato le modalità dell’ingresso di A2A nel capitale di Lgh. “Se il tutto verrà confermato, cadrà definitivamente la narrazione di una partnership e si svelerà il vero obiettivo: ossia la fusione societaria, operazione orchestrata dal Pd nazionale per creare una holding targata Milano e Brescia, con la sinistra locale che ha assecondato questo disegno.
Nel 2016 c’è stata la cessione delle metà delle quote, adesso la prospettiva più probabile è che si tronchi quella quota residua di legame col territorio che esisteva e che in questo modo si perda tutto il nostro patrimonio economico e di conoscenze, costruite in 100 anni di storia”.

Le domande che si pone Malvezzi sono le stesse più volte ribadite in Consiglio Comunale: “In questi 4 anni e mezzo che ricaduta positiva in termini di investimenti tecnologici ha avuto il territorio cremonese, quali investimenti sono stati fatti? quali vantaggi? La questione è la perdita completa della relazione con il territorio”.

La seconda questione sollevata dall’esponente di minoranza è tutta di politica locale: “E’ doveroso che il sindaco chiarisca bene come mai questo ulteriore passaggio non è mai stato trattato in consiglio comunale. Noi abbiamo presentato un ordine del giorno il 10 luglio per chiedere che venisse sospesa ogni decisione su possibili fusioni societarie di Lgh, alla luce della bocciatura da parte del Tar Milano  di una delibera del consiglio comunale di Seregno con la quale era stata approvata l’aggregazione tra la locale municipalizzata ed A2A. Se è vero che esiste il nostro odg, è altrettanto vero che il sindaco avrebbe potuto convocare una commissione per coinvolgere la minoranza. Il sindaco chiarisca bene la sua posizione, visto che noi apprendiamo queste cose da un comunicato di A2A”.

Giuliana Biagi

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