Cronaca
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10 anni fa chiudeva il cinema Tognazzi: ferita aperta per la città e solo ipotesi sul futuro

Era il 31 marzo 2011 quando si spensero per sempre le luci del cinema Tognazzi, il multisala inaugurato il 16 ottobre 1993 in quello che originariamente era il cinema Enic. Ultimi titoli in programma: ‘Il discorso del re’ e ‘Amici, amanti e ..’. Era stato l’imprenditore piacentino Leopardi a vincere la scommessa di far tornare in vita una delle tante sale cinematografiche di Cremona che erano state progressivamente chiuse: il Supercinema di via Palestro, oggi diventato piazza Mario Coppetti; il cinema Corso, trasformato in garage; l’Italia, divenuto edificio residenziale di design.

Per il Roxy ormai si sono perse le speranze di farlo tornare alla sua destinazione iniziale, ma in compenso sono fiorite nel corso del decennio varie ipotesi di riutilizzo, da galleria commerciale a garage a spazio culturale. “Di contatti ne abbiamo avuto molti, abbiamo percorso mille strade tra mille ostacoli”, afferma l’ex gestore Carlo Nolli, “ma basta dare uno sguardo ai tanti cartelli vendesi e affittasi sulle vetrine di Cremona per rendersi conto della situazione generale”. All’interno tutto è rimasto quasi come prima: le poltrone delle due sale da quasi mille posti sono ancora al loro posto, lo stesso dicasi per gli impianti e lo schermo, seppure smontato. “Abbiamo solo ceduto le macchine, ormai inservibili, le abbiamo date via come ferro vecchio”.

Il Comune aveva inserito il recupero di questo spazio tra le priorità del secondo mandato Galimberti, ma le belle intenzioni sono da sempre condizionate dal fatto che l’immobile è privato. La proprietà da tempo cerca di vendere, più che di affittare, anche per rientrare dai costi fissi non indifferenti di mantenere in piedi una struttura inutilizzata.

Intanto i cremonesi che ancora sono affezionati allo spettacolo del cinema sul grande schermo, devono armarsi di pazienza. Unica possibilità  per il momento, a meno di improbabili riaperture delle sale al chiuso, è il cinema all’aperto, quindi l’Arena Giardino di viale Po. La scorsa estate con il distanziamento era stato possibile assistere ai film della prima parte dell’anno, ma quest’anno sarà più difficile a causa di produzioni annullate o andate a rilento. Qualche titolo di richiamo, già disponibile, resta per ora negli armadi delle case di distribuzione e difficilmente verrà fatto circolare nel periodo estivo nella speranza di una reale ripresa autunnale.

Non sono solo gli spettacoli dal vivo, dunque, a soffrire, ma anche il cinema, costretto tra due emergenze: la mancanza di titoli nuovi e  le necessità del distanziamento. Con il forte rischio che il pubblico si disaffezioni sempre più a questa forma d’arte.

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