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Burgazzi: 'La chiusura di
cinema e teatri non ci piace,
ma guardiamo oltre'

Anche il mondo dello spettacolo cremonese è bloccato dall’ultimo Dcpm in vigore da oggi. Un universo difficile da quantificare perchè oltre ai dipendenti di teatri e sale cinematografiche esiste un’ampia schiera di musicisti e tecnici liberi professionisti che lavorano anche ben oltre i confini provinciali e che si sono visti cancellare o sospendere le date.

Il teatro Ponchielli dovrà rinunciare all’appuntamento di questo mercoledì della stagione d’opera, #2021destinazionetauride-Intersezioni e anacronismi, ricercando Iphigenie, spettacolo lirico-teatrale di Bruno Taddia sull’Iphigènie en Tauride di Gluck. Tutto sospeso almeno fino al 24 novembre: il Teatro comunica che darà notizie al più presto relativamente ad eventuali recuperi o annulli, specificando che la biglietteria resta aperta nei consueti orari (10.30-13.30 e 16.30-19.30).

Le sale cinematografiche tornano a chiudere i battenti, nella speranza di poterli riaprire nel periodo per loro più propizio dell’anno, ossia il Natale. Salta anche il concerto di Krylov nell’auditorium del Museo del Violino previsto per il 7 novembre.

“Purtroppo la curva epidemiologica non è buona, lo vediamo dai dati giornalieri e dai messaggi anche pubblici che arrivano dagli stessi medici”, ci dice l’assessore alla Cultura Luca Burgazzi.  “Sul tema dei luoghi della cultura, ho firmato insieme agli assessori di Milano, Brescia e Bergamo, la lettera al ministro Franceschini e al Ministero del Lavoro per quanto riguarda il tema del spettacolo e del cinema. Non ci piace la chiusura, condividiamo il rammarico, ma adesso dobbiamo concentrarci sugli aiuti ai lavoratori dello spettacolo che il governo ha promesso”. In altri termini: la legge si rispetta, “ma chiediamo, come anche il ministro aveva già chiesto ieri, che ci sia un ristoro immediato per un settore che oggi è oggettivamente molto in difficoltà”.

Il rammarico nasce soprattutto dalla constatazione che teatri e cinema sono tra gli ambienti in cui è relativamente più facile prevenire il contagio, come mostrano le sedute distanziate della platea del Ponchielli, in una foto pubblicata dallo stesso Burgazzi sulla sua pagina Facebook, insieme alla lettera a Franceschini. Quanto alla situazione dei lavoratori del Ponchielli, la Fondazione era riuscita a garantire ai suoi dipendenti (una ventina) il pieno stipendio durante i mesi dei lockdown, integrando l’Inps ma da oggi la partita si apre di nuovo “e il problema – dice Burgazzi – è che l’inverno è lungo”.

Il Comune è stato anche vicino alle sale cinematografiche, dando respiro al Filo con la programmazione dei film sotto le stelle, la scorsa estate nei quartieri, e scontando ulteriormente l’affitto con aumento delle serate a disposizione del gestore all’Arena Giardino.  “Adesso dobbiamo capire come potere aiutare queste che sono imprese private, a cui il Comune non può dare un contributo diretto, un tema di livello nazionale”. Il Comune ha inoltre deciso di sospendere la proiezione del film La voglia matta prevista per domani, martedì 27 ottobre, alle 20,30 al Cinema-Teatro Filo di Cremona. “Purtroppo non ci sono le condizioni per portare avanti questa importante iniziativa. Siamo molto dispiaciuti, ma contiamo di tornare a lavorarci in termini attuativi quando la situazione lo permetterà”, ha dichiarato l’Assessore Barbara Manfredini sullo stop forzato a questa prima parte del programma relativo alla commemorazione della figura di Ugo Tognazzi a 30 anni dalla sua scomparsa. “Ringrazio – aggiunge Mandredini – ancora sentitamente quanti hanno creduto nel progetto e assicuro la disponibilità del Comune di Cremona a mantenere aperto il dialogo con tutti i soggetti interessati all’iniziativa. L’appuntamento con Ugo è solo rimandato”.

Per ora, ma speriamo a lungo, restano aperti gli altri luoghi della cultura, i musei innanzitutto, come spiega ancora Burgazzi: “La mostra su Gentileschi in corso in Pinacoteca sta andando discretamente bene; la domenica si contano 70 – 80 ingressi. Mi auguro che non ci costringano a chiudere i musei: non ci sono sicuramente delle folle, ma la  risposta del pubblico mi pare sia stata stata positiva. E soprattutto, la mostra è un segnale che l’istituzione c’è e nel limite delle nostre possibilità, ci sarà sempre”.

 

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