Cronaca
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Martinotti davanti al giudice:
"Totale il mio impegno per i malati"

Al centro, il dottor Martinotti insieme ai suoi avvocati

Si è presentato in tribunale accompagnato dai suoi legali, Mario Martinotti, 64 anni, di Pavia, ex primario del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Cremona, accusato dalla procura, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio, di quattro casi di omicidi colposi, un caso di lesioni con falso in cartella clinica e truffa aggravata in concorso con la moglie.

Oggi il medico ha presenziato all’udienza preliminare che ha visto costituirsi parti civili Mauro Tanzini, fratello di Renzo, 51 anni, paziente di Martinotti morto il 15 agosto del 2016, e la moglie e il figlio di Pasquale Dornetti, 78 anni, altro paziente deceduto il 14 luglio del 2017. Mauro Tanzini è rappresentato dall’avvocato Guido Maria Giarrusso, mentre i familiari di Dornetti sono assistiti dal legale Mario Palmieri.

Presenti in udienza anche i quattro fratelli di Giuseppina Zanardi, 75 anni, operata al pancreas da Martinotti l’11 marzo del 2015 e anche lei deceduta. I parenti della Zanardi, però, non si sono costituiti parte civile, nè lo ha fatto Maria Teresa, 81 anni, per la quale l’ex primario deve rispondere di lesioni e falso. Il 30 luglio del 2018 all’anziana erano stati asportati circa 20 cm di sigma senza motivo e senza il suo ‘valido consenso’. Secondo l’accusa, Martinotti, per giustificare l’operazione, avrebbe falsificato la cartella clinica, indicando la patologia, ma una Tac e l’esame istologico sul sigma asportato avevano accertato l’assenza della stessa patologia per la quale l’anziana era stata operata. Da quel giorno Maria Teresa vive con un colon indebolito in maniera permanente. Contro Martinotti, però, non ha mai sporto denuncia.

“Il mio impegno per il bene dei malati è sempre stato totale”, ha commentato il medico al termine dell’udienza. “Sto affrontando questa esperienza serenamente perchè la mia forza è la consapevolezza della mia professionalità, e perchè da parte dei miei pazienti, da gran parte della mia equipe, e da tutti coloro che mi conoscono, ho ricevuto tanta solidarietà e vicinanza. Il mio modo di procedere è stato sempre corretto. Il lavoro che ho svolto, e che ha ottenuto tanti riconoscimenti, con interventi all’avanguardia e con dati che parlano da soli, è sempre stato improntato sull’onestà e sulla professionalità, con massimi livelli di trasparenza e impegno”.

All’ex primario, in pensione dal primo gennaio 2020, la procura di Cremona contesta il fatto di aver sottoposto questi pazienti ad operazioni di cui non avevano necessità dopo aver effettuato delle diagnosi superficiali. Tutto ciò al fine di ottenere visibilità e prestigio. I fatti contestati vanno dal 2015 al febbraio del 2019. L’indagine, durata due anni, è nata in seguito alle rivelazioni di una fonte confidenziale interna all’ospedale che non condivideva le pratiche operatorie del medico. Durante l’inchiesta sono stati sentiti diversi testimoni, tra cui i medici del reparto. Analizzati dagli inquirenti almeno una ventina di altri casi sospetti che non sono stati contestati perché già prescritti.

Contro l’ex primario c’è anche l’accusa di truffa aggravata all’Asst. Per la procura, in concorso con la moglie Floriana Maggi, 55 anni, dentista di Pavia, pur avendo un rapporto esclusivo con l’Azienda sanitaria territoriale, pagato con una indennità di 52.577,74 euro lordi, avrebbe costituito ‘fittiziamente’ il poliambulatorio studio medico poli specialistico Clastidium di Voghera.

La moglie, ufficialmente rappresentante legale della struttura in cui di fatto esercitava solo il marito, aveva sottoscritto con l’Asst una convenzione con la quale si autorizzava il marito ad esercitare la libera professione presso il poliambulatorio. Per l’accusa, inducendo in errore la stessa Asst sul rispetto del rapporto di esclusività. La truffa sarebbe cominciata il 24 febbraio fino al 31 dicembre 2019, quando il medico si era ritirato.

Oggi in aula era presente anche un avvocato del foro di Milano in rappresentanza dell’ospedale di Cremona. “Il fatto che l’ospedale non si sia costituito parte civile, e quindi non si ritenga parte lesa, così come altri familiari di pazienti che non hanno sporto denuncia, nè si sono costituiti parti civili, la dice lunga e fa pensare”, hanno commentato i difensori di Martinotti, gli avvocati Carlo Enrico Paliero, di Milano, e Luca Curatti, di Cremona, a cui si è aggiunto l’avvocato del foro di Roma Vania Cirese. “Le accuse contro il nostro assistito sono infondate”.

Il prossimo 30 giugno, data di aggiornamento dell’udienza, si discuterà la posizione della moglie di Martinotti, dopodichè il giudice deciderà per il rinvio a giudizio, oppure per il proscioglimento.

Sara Pizzorni

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