Cronaca
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Ceneri in luoghi sacri: ok del
Consiglio "ma serve parere regionale"

Consiglio comunale unanime sulla proposta di Carlo Malvezzi che recepisce le sollecitazioni di don Andrea Foglia, il quale ha già messo a disposizione il chiostro di S. Abbondio. L'amministrazione comunale chiederà un'interpretazione autentica delle norme in regione. L'esponente di Forza Italia: "La regione ha già chiarito: il regolamento regionale di polizia mortuaria non esclude la possibilità di destinare le ceneri nei luoghi di culto. La Giunta e gli uffici che tengono ferma la richiesta dal 2016 devono assumersi la responsabilità di fare un proposta di modifica al consiglio comunale".

Via libera all’unanimità del Consiglio Comunale alla modifica del Regolamento di Polizia Mortuaria in modo da rendere possibile la conservazione delle ceneri in luoghi di culto. L’ordine del giorno era arrivato dal consigliere di FI Carlo Malvezzi sulla base di una richiesta esplicita da parte di don Andrea Foglia, parroco di S. Abbondio, nel cui chiostro è già stata predisposta una struttura a scomparti per ospitare 200 – 300 urne e nei cui sotterranei ci sarebbe disponibilità per almeno un migliaio. Lo stesso don Foglia di recente ha auspicato che il Comune arrivi presto a una regolamentazione dal momento che sta ricevendo diverse richieste da parte di parenti che stanno tenendo in case le urne in attesa di poterle portare in un luogo sacro.

Politicamente tutte le componenti del Consiglio comunale si sono dette d’accordo, solo Stella Bellini (Radicali +Europa) ha evidenziato che andrebbe garantito anche il rispetto di chi, laicamente, chiede che le proprie ceneri vengano disperse nell’ambiente.

Ma, come ha spiegato l’assessore ai servizi cimiteriali, Simona Pasquali, “non si tratta di una cosa semplice. Partiamo dal presupposto che l’esigenza merita tutto il rispetto, in quanto rispetto agli anni passati il numero di cremazioni è aumentato in maniera esponenziale, siamo ormai al 60 – 70%.  E’ quindi comprensibile che ci sia una richiesta di questo genere e a maggior ragione credo che vada attenzionata”. Cremona sarebbe la prima città lombarda a regolamentare questa procedura, ma prima occorre risolvere una contraddizione a livello normativo regionale. Infatti, “la conservazione delle ceneri – ha detto Pasquali – è normata dal Regolamento regionale e da una delibera di Giunta regionale attuativa del Regolamento regionale. Se la norma non vieta espressamente la conservazione delle ceneri in altro luogo rispetto la residenza del familiare, la delibera di Giunta ha un allegato, che è utilizzato da tutti i Comuni lombardi, che inserisce la residenza legale del familiare come luogo di conservazione delle ceneri sotto la propria diligente custodia, garantendone la non profanazione. Chiederemo quindi un’interpretazione autentica della norma a Regione Lombardia in modo da procedere senza particolari problemi”.

Una richiesta inutile, afferma Carlo Malvezzi e che serve solo a dilatare ulteriormente i tempi, già lunghissimi visto che le prime richieste risalgono a diversi anni fa: “La Regione ha già risposto ad un quesito specifico chiarendo che il regolamento regionale di polizia mortuaria non esclude la possibilità di destinare le ceneri nei luoghi di culto. La Giunta e gli uffici che tengono ferma la richiesta dal 2016 devono assumersi la responsabilità di fare un proposta di modifica al consiglio comunale”.

“Cremona – ha infine aggiunto Pasquali –  può essere precorritrice dei tempi, forse anche in relazione a quanto la cittadinanza ha vissuto nell’ultimo anno”.

La revisione del regolamento, che avverrà dopo l’estate, prenderà in considerazione anche l’istituzione di un Giardino delle rimembranze all’interno del Cimitero in modo da consentire per chi esprime questo desiderio, la dispersione in natura delle ceneri. gb

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