Cronaca
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Covid, in provincia "il 53% di esami
cardiologici in meno rispetto al 2019"

“La sanità lombarda ha una grande ferita aperta: al cuore, per colpa della pandemia. In tutti gli ospedali lombardi sono saltate migliaia di visite cardiologiche. Si parla di una differenza che tocca la punta del 48% tra il 2020 ed il 2019. Numeri alla mano, nella sola città di Cremona, nel corso del 2020 (totale esami 13.015) sono stati eseguiti 8.565 esami cardiologici in meno rispetto al 2019 ( totale esami 21.580), una differenza pari al 39,68%”. A rivelarlo è Marco Degli Angeli, consigliere pentastellato di Regione
Lombardia, che lo scorso 26 aprile 2021 ha fatto una richiesta di accesso agli atti a tutte le Asst della Lombardia. Obiettivo chiedere contezza di quanti esami cardiologici anche specifici siano stati effettuati dal 1 gennaio 2019 a fine maggio 2021.

Commenta Degli Angeli: “La riclassificazione dei dati mi preoccupa molto proprio perché mette in evidenza come ci sia stato un drastico calo, inaccettabile nelle dimensioni”. Stando a quanto fornito dalla Asst di Cremona, la situazione è la medesima anche per l’Asst dell’Oglio Po: qui gli esami cardiologici sono scesi dai 18.266 del 2019 ai 12.826 del 2020. Una differenza pari al 29,78%. Riclassificando i dati s”i evince come i primi mesi del 2021 abbiano avuto un lieve recupero rispetto al totale default del 2020. Tuttavia la differenza è ancora sostanziale: per gli esami cardiologici, se la differenza tra i primi 5 mesi del 2020 e del 2019 è pari a 6.136 esami in meno (il 64,04%), quella tra 2021 e 2019 è pari a 3.193 esami in meno (il 33,32%)”.

Precisa Degli Angeli: “Stando ai dati forniti dalle Asst, a risentire del taglio sono state soprattutto le prime visite cardiologiche e le visite di controllo cardiologico: entrambe hanno subito una netta riduzione che nella sola Cremona oscilla tra il 53,35 per le prime ed il 22,15 per le seconde”. Non cambia la situazione per l’Oglio Po: le prime visite cardiologiche hanno subito una riduzione pari al 31,14% tra il 2020 (totale visita 2.657) ed il 2019 (totale visite 3.859) per un totale di 1.202 visite in meno. Le visite cardiologiche di controllo, invece, hanno subito una riduzione pari 22,04% tra il 2021 (2.468 visite) ed il 2019 (3.166 visite).

Si tratta di un dato “particolarmente preoccupante, se si considera che le malattie cardiovascolari costituiscono, ancora oggi, uno dei più importanti problemi di salute pubblica: queste sono infatti tra le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità, soprattutto per quanto riguarda le malattie ischemiche del cuore, come ad esempio l’infarto acuto del miocardio anziché l’angina pectoris”. “Dati Istat – dice ancora il consigliere – evidenziano come le malattie del sistema circolatorio siano la causa di circa
224.482 decessi in tutto il Paese (97.952 uomini e 126.530 donne). Un numero pari al 38,8% del totale dei decessi. Mentre solo in Lombardia, i decessi causati da problemi cardiovascolari sono circa 31 mila su un totale di circa 99 mila decessi; il 31,3%. Mentre i ricoveri per eventi cardiovascolari si aggirano intorno ai 130 mila ogni anno”.

Conclude l’esponente M5s: “Grazie alla campagna vaccinale sembrerebbe che il trend dei contagi sia in diminuzione. Ci si augura quindi che il lavoro di screening negli ospedali possa tornare alla normalità. Sarebbe tuttavia il caso che Regione Lombardia, data l’incerta situazione pandemica e a fronte dei preoccupanti dati emersi finora, possa iniziare a prendere provvedimenti utili a garantire puntuali campagne di screening e prevenzione su tutti il territorio. Soprattutto, cavalcando l’onda del Recovery Plan che intende attribuire alla Sanità fondi per circa 15 miliardi, Regione Lombardia dovrebbe iniziare a pianificare una più solida medicina territoriale nonché un rafforzamento delle strutture di sanità pubblica, come ad esempio le così dette Case di Comunità, strutture intermedie e nuovi standard per le Rsa, duramente colpite durante l’emergenza Covid”.

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