Cronaca
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Cani sgomberati, Facciolo: "Su
di me attacchi falsi e di parte"

“I cani stanno bene, lo ha certificato anche il veterinario dell’Ats Gianni Gerevini. Il giudizio di Francesca Mainardi, essendo lei stessa dell’associazione Zoofili cremonesi, non corrisponde a verità. Il suo è un giudizio di parte, non obiettivo”. E’ furiosa, Rosetta Facciolo, presidente dell’associazione “Dalla parte degli animali”, ed ex proprietaria, insieme a Ivana Manfredini, della cascina “Borlenghetta” di Pieve d’Olmi dalla quale 11 cani sono stati portati via per essere ospitati al canile.

Rosetta Facciolo

Rosetta Facciolo non ci sta a passare come una che non ha curato adeguatamente i cani della sua cascina, poi andata all’asta. “Alla Borlenghetta”, ha chiarito la ex proprietaria, “avevo 11 cani, di cui 5 molto anziani che arrivavano dalla Basilicata e che erano lì da 11 anni. Gli altri erano cani abbandonati e recuperati dal territorio cremonese, dunque di certo non senza problematiche. I più anziani avevano degli acciacchi, è naturale, ma tutti erano trattati bene ed erano liberi”. “Solo il 9 settembre del 2020”, ha ricordato la Facciolo, “avevo avuto dei controlli da parte dell’Asl. Risultato: animali in perfetta salute”. 

La Facciolo ha parlato anche della questione della vendita all’asta, spiegando di aver perso la sua cascina per colpa di un cavillo giuridico. “Avevamo un contratto di otto anni, ma è successo questo: la notifica relativa alla vendita è stata recapitata a nome della mia socia, ma in tribunale davanti al giudice mi sono presentata io, e qui è nato l’inghippo. La notifica non era intestata a me e quindi non ho potuto far valere le nostre ragioni”.

L’8 settembre scorso c’è stato lo sgombero, e i cani portati al canile. “Mentre da me gli animali erano liberi, qui sono in gabbia”, ha raccontato la Facciolo, disperata per la perdita degli animali che si è vista portare via senza poter far nulla. Non solo: “Lo spazio dove sono stati collocati i cani non è a norma”, ha affermato la Facciolo, che ha tenuto a puntualizzare che lo sgombero non è un sequestro.

“Il canile è suddiviso in tre parti”, ha spiegato. “Una è del Comune con i suoi box, un’altra, il canile sanitario, è dell’Ats, la terza è dell’associazione. Ma quello spazio non è a norma”.

Quella tra l’associazione Zoofili cremonesi e Rosetta Facciolo è una querelle che dura da anni, dai tempi della ex gestione dell’associazione, finita nella bufera e poi in tribunale per le uccisioni di animali al canile, vicenda terminata nel 2017 con una sentenza definitiva di condanna. Cattivi rapporti che recentemente sono tornati a  farsi sentire per la storia dei due cani portati via al loro proprietario, un meccanico residente nel mantovano. “Quegli animali”, ha sostenuto la Facciolo, “sono stati portati via senza un valido motivo e senza alcun titolo da due volontarie dell’associazione”.

E poi l’ultima stoccata: “L’associazione”, ha concluso la Facciolo, “non è in grado di gestire gli animali, non li tratta in modo corretto. Il canile deve essere commissariato, ed è già stata fatta domanda. Il canile, al contrario di come è ora, deve essere aperto e libero”.

Sara Pizzorni

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