Chiesa
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Il vescovo alla Vigilia di Natale: "Tutti
noi abbiamo bisogno di speranza"

Scrivo queste righe subito dopo un significativo incontro nel carcere di Cremona. Dopo due anni, ho finalmente avuto la possibilità di dialogare con responsabili, operatori, agenti di polizia penitenziaria. E la mattina di Natale celebrerò l’eucarestia coi detenuti che vorranno partecipare.
Nel dialogo, schietto e appassionato, sono emerse tre parole chiave: i detenuti hanno grande bisogno di speranza, di senso e di ascolto. E noi, no? Quel luogo, ai margini della città come la grotta di Betlem, rivela qualcosa di essenziale a tutti. Anche il più criminale dei figli di Dio ha diritto alla speranza, si domanda il senso dei suoi giorni, ha bisogno di essere ascoltato. Come tante solitudini che la nostra società, consumista e pandemica, produce, magari mascherandole di apparente soddisfazione e felicità fai-da-te.
Il Natale, quello di Gesù e di chi gli si accosta con cuore di fanciullo, ci si offre gratis, come sorgente reale di speranza affidabile, perché Dio davvero ascolta il grido dei poveri e ci dà il suo amore gratuito, come senso e gusto del cammino che abbiamo in sorte. E poi, come pienezza di vita nell’eternità.
Questo il mio augurio a tutti: accogliere un tal Dio che si dà umanissimamente in dono, ed osare scambiarci un po’ di attenzione in più, specie a fianco di chi non ce la fa. Lo dico con ammirazione e gratitudine per gli infiniti gesti di solidarietà che, senza far rumore, seminano pace nella nostra terra. Lo dico guardando gli occhi di bambini e giovani che solo così possono imparare a fidarsi della vita, e a gioirne donandola.
Ogni anno che passa, ci è dato di conoscerci e volerci bene sempre di più: ve ne ringrazio. E per voi chiedo al Signore, nella preghiera e nella liturgia, che ci sorprenda ancora con l’infinita creatività della sua tenerezza di Padre.

+ Antonio Napolioni
Vescovo di Cremona

 

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