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Inquinamento Tamoil, l'opposizione
interroga: "Perché questo ritardo?"

Per quale motivo l’amministrazione comunale ha tergiversato un anno prima di convocare la Conferenza dei Servizi sulla Tamoil? A chiederselo sono i consiglieri comunali di minoranza, Carlo Malvezzi, Federico Fasani, Saverio Simi e Maria Vittoria Ceraso, che lunedì presenteranno un’interrogazione a risposta orale a questo proposito.

C’è voluta la convocazione della Commissione di Vigilanza da noi avanzata e la netta presa di posizione di Gino Ruggeri e di Sergio Ravelli per richiamare il Comune di Cremona alle sue responsabilità ed indurlo, finalmente, a convocare la Conferenza di Servizi al fine di rivedere il Piano Operativo 2011/2012 per il ripristino ambientale della zona circostante l’ex raffineria Tamoil, a partire dall’area interessata dalla Canottieri Bissolati” si legge in una nota a firma dei quattro consiglieri.

Con almeno un anno di ritardo l’Assessore Pasquali ha infatti annunciato, durante l’Osservatorio Tamoil del 26 gennaio, la convocazione della Conferenza di Servizi per il prossimo 21 febbraio. Una richiesta già avanzata con forza dalla Canottieri Bissolati, dalle Associazioni ambientaliste e dai Radicali nell’Osservatorio Tamoil del 01 febbraio 2021, che l’Amministrazione Comunale aveva ritenuto di non accogliere, dichiarando che non vi erano i presupposti per convocare la Conferenza di Servizi e che il Piano Operativo del 2011 era ancora del tutto efficace.

Un’affermazione del tutto incomprensibile e in contrasto con le quattro sentenze emesse nell’ambito del procedimento penale conclusosi con la definitiva pronuncia della Cassazione del 13 ottobre 2020 (depositata a gennaio 2021), sulla base dei rilievi scientifici contenuti nella perizia del 2013 redatta dei tecnici del tribunale e degli accertamenti eseguiti dai consulenti tecnici delle parti civili. E’ proprio dagli accertamenti tecnici, ben conosciuti dall’Amministrazione Comunale, che emerge chiaramente che la barriera idraulica posizionata nel 2007 non impedisce la migrazione degli idrocarburi dall’area dell’ex Raffineria a quelle esterne.

Siamo quindi al paradosso che le perizie tecniche che in tutti e quattro i gradi di giudizio sono state ritenute attendibili al punto da indurre i magistrati ad emettere una sentenza di condanna definitiva per disastro ambientale, non sono invece state ritenute sufficienti dall’Amministrazione Comunale per convocare la Conferenza di Servizi al fine di modificare un piano operativo che si fondava su presupposti dimostrati sbagliati.

Le conclusioni della nuova perizia tecnica disposta dai Giudici di Cremona nell’ambito dell’accertamento tecnico preventivo richiesto dalla Bissolati non contengono infatti alcun elemento di novità rispetto al quadro già noto, ma rappresentano una conferma del livello di inquinamento dei terreni e della falda sottostante la società canottieri. Quindi perché tanto ritardo? Perché tanta resistenza nel riaprire un procedimento amministrativo per il quale esistevano tutti i presupposti tecnici?

Abbiamo anche chiesto al Sindaco di fare chiarezza in ordine alle dichiarazioni del Manager di Tamoil Enrico Garavaglia circa la sussistenza di possibili futuri investimenti riguardanti l’area industriale e finalizzati alla realizzazione di impianti fotovoltaici, alla produzione di biocomponenti e/o alla conversione di materiali plastici in combustibili avanzati e sulle eventuali interlocuzioni intercorse con esponenti dell’Amministrazione Comunale al riguardo” spiegano i consiglieri.

Giudichiamo infine maldestro e tardivo il tentativo dei capigruppo maggioranza di “smarcarsi” dall’operato dell’Amministrazione Comunale di cui fanno parte, attraverso la presentazione di un ordine del giorno con il quale richiedono “la massima attenzione” sulla vicenda Tamoil. Se quella fosse stata la reale volontà della maggioranza, sarebbe bastata una telefonata al Sindaco o all’Assessore, ma così non è stato”.

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