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Fratelli d'Italia insiste: "Un'unica
azienda per il welfare cittadino"

Fratelli d’Italia torna sull’argomento portato in commissione Welfare una decina di giorni fa: creare un’unica azienda cittadina del sociale che accorpi l’attuale azienda speciale comunale Cremona Solidale con la Fondazione Città di Cremona. Lunedì prossimo il piano programma e il budget 2022 di Cremona Solidale verranno portati all’approvazione del Consiglio Comunale e  i consiglieri di FdI Marcello Ventura e Beppe Arena promettono nuovamente battaglia: “Abbiamo l’obbligo – affermano in una nota –  di traghettare le realtà di Cremona Solidale e Fondazione Città di Cremona nel terzo millennio, di lasciarle ai nostri figli garantendo basi solide e solido futuro. Sono un patrimonio di tutti i cremonesi ed è compito precipuo di tutte la rappresentanze politiche della città quello di attivarsi unitamente e trasversalmente per garantire a queste istituzioni, nell’esclusivo interesse dei nostri concittadini, futuro e prosperità:

“A quanto pare – continuano – l’idea di Holding Sociale piace poco all’attuale Amministrazione. Peccato però, perché con le nuove disposizione sulla riorganizzazione del Terzo Settore quella ipotizzata da noi di Fratelli d’Italia sarà una delle 7 tipologie d’ impresa che andranno a sostituire le Fondazioni Onlus che, per quanto ad oggi ci è dato sapere, avranno vita breve.
Già l’Amministrazione Perri, unitamente agli organi direttivi ed al C.d.A. di Cremona Solidale, aveva oltre 10 anni fa manifestato l’intenzione di modificare la veste giuridica di Cremona Solidale, oggi come allora Azienda Speciale comunale.
Insorse la minoranza di sinistra, che come al solito – per mere ragioni demagogiche e biecamente elettorali – gridò allo scandalo e all’inesistente pericolo della “privatizzazione”, dimenticando oltremodo che nel panorama delle RSA lombarde tutte costituite in Fondazioni, l’Azienda speciale comunale di Cremona rappresentava un unicum.
L’idea di Perri era invece semplicemente dettata dall’evidente ragione che il cambio di veste giuridica avrebbe permesso ingenti risparmi di spesa e di imposte (oltre euro 400mila di sola Irap l’anno), con un conseguente incremento di risorse da destinare ai veri e propri per gli utenti e i cittadini.
Ora, la questione si ripropone in ragione della nuova normativa di imminente pubblicazione. Il Welfare cittadino va ripensato. Magari anche rispettando le origini, ma con una nuova formula: la Holding Sociale.
Essa avrebbe personalità giuridica, sarebbe a partecipazione pubblica, con un cda di nomina comunale, ipotizzando di avere il Sindaco, o l’assessore alle politiche sociali (o un loro delegato) quale Presidente.
La super holding dovrebbe raggruppare Fondazione Città di Cremona e Cremona Solidale: patrimonio e know how di nuovo insieme.
Tralasciamo di elencare i vantaggi tecnici della scelta, ma evidenziamo che tutto rimarrebbe pubblico, nessuna privatizzazione, nessuna vendita, nessuna rivoluzione. Una sola parola ottimizzazione e uniformità di intenti.
“Vedremo – concludono i consiglieri – se nel consiglio comunale di lunedì riceveremo risposta alla nostra proposta e se qualcuno anche della maggioranza avrà intenzione di cogliere l’occasione e di sedersi intorno a un tavolo. Fratelli d’Italia i propri tecnici ed esperti del settore li ha e li mette volentieri a disposizione della collettività.
Se ancora silenzio sarà, anticipiamo sin d’ora che non ci rassegneremo, continuando a mantenere desta l’attenzione della collettività sulla vicenda e a scuotere l’attuale amministrazione dal suo incomprensibile e pregiudiziale immobilismo”.

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