Economia
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Biogas e innovazione in agricoltura:
delegazione ivoriana in visita da Rota

Il Governo della Costa d’Avorio punta forte sull’eccellenza italiana di Rota Guido per la modernizzazione completa del settore avicolo del proprio Paese: visita istituzionale del Ministro delle risorse animali e alieutiche ivoriano Sidi Tiémoko Touré, dell’ambasciatore della Costa d’Avorio in Italia Sem Ouattara Samuel e dei componenti della rispettiva delegazione ivoriana a Corte de’ Frati, presso lo stabilimento cremonese dell’azienda guidata da Alberto e Francesca Rota. Fondata nel 1964, Rota Guido è leader nel campo delle strutture e delle attrezzature zootecniche e degli impianti ad energia rinnovabile (biogas e biometano).

LA VISITA DEL MINISTRO TOURÉ
La visita nel Belpaese della delegazione ivoriana ha fatto tappa anche a Cremona (nello specifico a Corte de’ Frati). Giovedì sera, infatti, titolari e tecnici dell’azienda Rota Guido hanno accolto con grande orgoglio Sidi Tiémoko Touré (Ministro delle risorse animali e alieutiche) e l’ambasciatore della Costa d’Avorio in Italia Sem Ouattara Samuel per un momento conviviale caratterizzato, in particolar modo, dalla visita della sede e del doppio stabilimento produttivo ad essa connesso. È stata l’occasione per mostrare ad alcune tra le più alte cariche del governo della Costa d’Avorio un’anteprima delle strutture e delle attrezzature che andranno a comporre l’enorme mosaico di quello che è il maxi progetto di modernizzazione completa del settore avicolo ivoriano. Per un incontro storico che, terminata la visita in azienda e ultimate le foto di rito, ha dunque permesso di rafforzare ancor di più il legame già instaurato tra Rota Guido e la Costa d’Avorio grazie ad un dialogo costruttivo e proficuo. Oltre al ministro Touré, tra i protagonisti del meeting anche Djollo Patrick Beyet ( Responsabile delle comunicazioni per il ministero delle risorse animali e alieutiche), Gouromenan Kouakou Assoumany (Vice Direttore di Gabinetto del Ministero delle Comunicazioni e dei Media), Dagou Yapo Guillaume (membro della Direzione per la protezione e la sorveglianza della pesca), Ouattara Nah (DPA), Gbangbo Kouame Jean-Louis (Responsable stampa) ed Essoh Aime Franck Etienne, Responsabile del programma PAPAN.

IL PROGETTO
Il progetto di modernizzazione del settore avicolo “PMSA” è un’iniziativa del Ministero delle risorse animali e della pesca (MIRAH) attraverso il programma nazionale di sostegno alla produzione avicola (PAPAN) e degli operatori del settore avicolo ivoriano, sviluppato in accordo alla normativa europea per il benessere degli animali che prevede l’allevamento a terra. L’implementazione del progetto includerà diversi settori, partendo dalla riproduzione con un centro di riproduttori (parentaux et grands parentaux) con una capacità di 36.000 capi da riproduzione presso il villaggio di Krikouma, Dipartimento di MAN. Verrà realizzato un incubatoio con capacità di produzione annua di più di 10 milioni di pulcini presso il villaggio di Pacoban, Sotto-Prefettura di Pacobo, Dipartimento di TAABO, spazio inoltre ad una fabbrica di mangimi per pollame ultramoderna con 20 ton./ ora di mangime di cui dieci tonnellate di granulare e dieci tonellate di farina nell’area del villaggio di Pacoban (Sotto-Prefettura di Pacobo, Dipartimento di TAABO). Altro punto centrale del progetto è la costruzione di 240 strutture avicole “chiavi in mano” con una capacità di 10.000 capi di polli da carne e 10.000 capi di galline ovaiole, ovvero 150 edifici per polli da carne e 90 strutture per galline ovaiole allevate a terra: i siti che andranno ad ospitare tali strutture sono distribuiti su tutto il territorio ivoriano. Infine, ma non meno importanti, sono previsti un macello completo “chiavi in mano” per la macellazione di 2000 capi/ora presso il villaggio di Pacoban, Sotto-Prefettura di Pacobo, Dipartimento di TAABO. E il laboratorio di nutrizione e patologia aviaria, quest’ultimo previsto presso il villaggio di Ouassenankaha (dipartimento di KATIOLA).

TEMPISTICHE, VALORE AGGIUNTO E SOSTENIBILITA’
L’intero progetto prevede una realizzazione su due anni. Al termine della costruzione dei capannoni, poi, del personale qualificato verrà mandato in loco per compiere il periodo di start-up e addestramento al personale di allevamento, mangimificio e macellazione. Questa fase è fondamentale e obbligatoria per il risultato che tutte le risorse umane impiegate abbiano il dovuto insegnamento per il ramo di competenza. Senza entrare nel merito di ogni singola voce di progetto, è infatti stimabile che all’interno della filiera troveranno occupazione fissa non meno di 600 persone generando con l’intero indotto un’occupazione fissa e stagionale di oltre 3.000 addetti a riprova della sostenibilità sociale, elemento chiave del progetto sin dalle prime fasi, economica ed ambientale.

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