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Caso Tamoil, ancora una volta
resta solo la via giudiziaria

da Sergio Ravelli

A 15 anni dall’avvio delle prime misure di contenimento dell’inquinamento, attraverso la messa in opera della barriera idraulica, e a 10 anni dall’avvio delle opere di ripristino ambientale nell’area della canottieri Bissolati, i periti nominati dal giudice, che hanno redatto l’Accertamento Tecnico Preventivo, ci dicono che l’inquinamento Tamoil continua a causa dell’inefficienza sia della barriera idraulica che delle opere di ripristino ambientale. Anche le ulteriori analisi tecniche, commissionate dalla Bissolati a una società esperta nel settore ambientale, hanno confermato che il surnatante presente nei propri terreni è di origine molto recente.

Nonostante tutto questo l’amministrazione comunale e gli organi preposti ai controlli ambientali, seppur sollecitati ripetutamente nel corso delle recenti riunioni dell’osservatorio Tamoil e delle conferenze di servizio, hanno ribadito la loro indisponibilità alla revisione delle attuali procedure di caratterizzazione ambientale per l’avvio di nuove e più stringenti verifiche delle matrici ambientali soprattutto con riferimento alla tenuta e all’affidabilità della barriera idraulica.

Di fronte all’ingiustificabile inerzia degli enti pubblici del tutto indifferenti di fronte al danno enorme che l’inquinamento Tamoil sta tuttora causando a una delle più prestigiose e antiche canottieri cremonesi, condivido pienamente la presa di posizione del presidente della Bissolati Maurilio Segalini – al quale va il mio ringraziamento per la tenacia, la passione e il coraggio con i quali ha affrontato in questi anni l’emergenza ambientale – nel corso della recente assemblea annuale della canottieri. Segalini ha annunciato infatti che porterà all’attenzione del nuovo consiglio direttivo la proposta di procedere anche in sede penale nei confronti della società Tamoil.

Tale doverosa iniziativa si aggiungerà a quella già assunta nel gennaio scorso dal cittadino medaglia d’oro Gino Ruggeri attraverso il deposito di un esposto presso la Procura di Cremona.
Ancora una volta, di fronte al muro di gomma frapposto da chi è chiamato istituzionalmente a difendere le prerogative di un’intera comunità, a partire dal diritto a vivere in un ambiente salubre, l’unica via che resta da perseguire è quella giudiziaria. Il mio auspicio è che il nuovo Consiglio direttivo della canottieri Bissolati operi al più presto in tale direzione.

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