Cronaca
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Maristella, stoccata dell'opposizione:
"Zanacchi risponda con i fatti"

Consiglio comunale (foto di repertorio)

Dopo la replica dell’assessore Luca Zanacchi sul degrado del Maristella, anche la minoranza in consiglio comunale interviene sulla vicenda, senza risparmiare una stoccata all’assessore stesso: “Ci ha sinceramente sorpreso la reazione scomposta e sopra le righe dell’assessore ai quartieri Zanacchi che abbiamo conosciuto come persona equilibrata e concreta” scrivono in una nota Carlo Malvezzi (FI), Federico Fasani (FI), Saverio Simi (FI) e Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona).

“Di fronte alle giuste lamentele degli abitanti del Maristella per i cedimenti del manto stradale, per il mancato sfalcio dell’erba sulla pista ciclabile e per lo stato di incuria in cui versa il quartiere, anziché scusarsi per il disagio provocato, l’assessore ha pensato bene di accusare i gli stessi cittadini di non aver segnalato il problema alla mail del Comune.

Siamo di fronte al ribaltamento della normale dinamica che deve regolare l’attività di un’amministrazione comunale nel rapporto con i cittadini. Le lamentele apparse sulla stampa evidenziano disservizi che hanno provocato disagi e pericolo per gli abitanti, che l’amministrazione comunale non è stata in grado di intercettare tempestivamente. Quindi l’Amministrazione Comunale si sarebbe dovuta scusare con gli abitanti per le proprie inefficienze, non accusarli”.

I consiglieri ampliano il discorso ad un problema più generale: “La collaborazione con l’Amministrazione è auspicabile, ma non può essere una pretesa, va costruita con tanto lavoro e pazienza” si legge nella nota. “La ragione per cui tanti cittadini non segnalano più le problematiche riscontrate sul territorio è da ricondursi al fatto che in passato le segnalazioni sono state in gran parte ignorate. Le “piccole cose” che avevano meritato persino un assessorato, sono state dimenticate.

La disaffezione e la sfiducia dei cittadini nella capacità dell’amministrazione di rispondere ai propri bisogni è documentata anche dalla scarsa partecipazione alle elezioni dei comitati di quartiere, Ampie zone della città non hanno neppure una propria rappresentanza. Anziché strigliare i cittadini che non obbediscono alle indicazioni degli amministratori, sarebbe forse più utile interrogarsi sulle ragione di questo distacco che si fa ogni giorno più evidente.

Forse perché quella partecipazione tanto proclamata a parole non si è tramutata in prassi amministrativa? Forse perché l’arroganza con la quale sono state spesso trattate istanze e persone ha generato sfiducia rispetto alla volontà dell’amministrazione di essere realmente a servizio degli abitanti e non il contrario? Sarebbe bene che la Giunta Comunale provi a rispondere a queste semplici domande, recuperando almeno un briciolo di umiltà che nel tempo ha perso. Si impegni poi a riallacciare i fili di quel rapporto che, anche per proprie precise responsabilità, si è evidentemente deteriorato, rispondendo con i fatti non predicando”.

 

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