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Cauzzi, minoranza: "Da Carletti
parole offensive, non ci rappresenta"

La presa di posizione del presidente del consiglio comunale Paolo Carletti sul diniego di Angela Cauzzi di accettare un’onorificenza per quanto fatto in 30 anni di direzione del teatro Ponchielli, suscita la reazione dei consiglieri di minoranza Carlo Malvezzi, Alessandro Zagni, Marcello Ventura, Luca Nolli, Maria Vittoria Ceraso, Pietro Burgazzi.

“La posizione da lui espressa – scrivono in una nota i consiglieri – seppur supportata impropriamente dal plurale maiestatis, non rappresenta il pensiero del consiglio comunale. Quanto riportato dalla stampa e attribuito al Presidente del Consiglio Comunale di Cremona non è stato oggetto di confronto tra i capigruppo, né tantomeno di condivisione con i consiglieri comunali.
Per questo troviamo grave e censurabile che il Presidente del Consiglio utilizzi il proprio ruolo istituzionale per esprimere giudizi personali, investendo in tal modo l’istituzione che dovrebbe rappresentare con maggior equilibrio e responsabilità.
Trascinare la Presidenza del Consiglio Comunale in una polemica politica non è rispettoso dell’istituzione che rappresenta e dei consiglieri comunali. Non è peraltro la prima volta che il Presidente del Consiglio Comunale eccede nelle sue esternazioni, dimenticando che il suo ruolo istituzionale imporrebbe di tenere un differente profilo.

Ricordiamo inoltre al Presidente del Consiglio Comunale che le forze di minoranza avevano già espresso le proprie critiche rispetto all’atteggiamento tenuto dall’Amministrazione Comunale nei confronti della Dott.ssa Cauzzi nel 2020, all’inizio di questa vicenda.

Chiediamo pertanto a Paolo Carletti di chiarire pubblicamente che quanto da lui dichiarato a proposito della dott.ssa Cauzzi rappresenta la sua posizione personale e che, come tale, non impegna il consiglio comunale.
Quanto al merito delle dichiarazioni rilasciate, le giudichiamo scomposte e offensive.
Etichettare come “emotiva” la posizione espressa liberamente da una cittadina onesta, da una professionista seria e stimata che è stata platealmente maltrattata da esponenti di primo piano dell’amministrazione comunale, è semplicemente inaccettabile. Screditare il pensiero altrui, tentando di minarne la razionalità e la lucidità per cercare di dare senso al proprio è uno stile che appartiene a culture illiberali che pensavamo fossero state definitivamente sconfitte dalla storia”.

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