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"Fiducia a Draghi, ma ascolti istanze
M5S". Marchi non firma la lettera

Provvedimenti come la riduzione della povertà assolta o l’introduzione del salario minimo sono rimasti chiusi in un cassetto per troppo tempo, è ora che vengano messi sul tavolo. Il sindaco di Gerre de Caprioli Michel Marchi parla a titolo personale e non quale rappresentante dei piccoli comuni all’interno di Anci Lombardia, ma il suo pensiero è probabilmente lo stesso di tanti esponenti delle forze alla sinistra del Pd che vedono delle ottime ragioni in quello che afferma Giuseppe Conte e una buona parte dei 5Stelle.

“Questa crisi di governo è ciò che si può definire una buona causa nel momento sbagliato”, afferma, nell’annunciare di non aver sottoscritto la lettera dei mille  sindaci a Draghi affinchè accetti di restare alla guida del Paese.Le istanze di M5S sono tutto sommato a mio avviso molto interessanti, sul fronte dei processi di equità che in questo momento mancano e che sono rimasti per molto tempo nel non detto e nel non fatto. Solo in questi ultimi giorni sembrava che questi temi venissero presi in mano grazie all’iniziativa del ministro Orlando”.

Marchi cita poi l’Europarlamentare Majorino: “Bisognava lavorarci prima e forse probabilmente questa crisi si sarebbe attenuata. Detto questo, non si può pensare oggi di andare a votare, c’è bisogno di stabilità almeno fino al termine della legislatura, quindi io auspico un avvicinamento di queste posizioni, che Draghi rimanga a fare il presidente del Consiglio e che M5S vada avanti con le proprie istanze: che però vengano messe davvero sul tavolo. Non bisogna solo dare ragione a Confindustria, ascoltiamo i sindacati, veniamo incontro alle esigenze di famiglie, lavoratori e, perchè no, anche imprese, ma che vadano nella direzione di una maggiore equità e riduzione del disagio e delle distanze”. gbiagi

 

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