Cronaca
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Generali confermato segretario
generale Fiom Cgil Cremona

Si è tenuto oggi il XXII congresso FIOM CGIL Cremona, al termine del quale l’Assemblea Generale ha riconfermato Armando Generali Segretario Generale del sindacato di lavoratrici e lavoratori operanti nelle imprese metalmeccaniche.

FIOM CGIL, il più antico sindacato industriale italiano fondato nel 1901, è presente a Cremona in oltre 340 aziende della provincia e rappresenta oltre 2700 lavoratrici e lavoratori.

Generali, classe 1973, inizia la propria attività lavorativa nel 1988, presso una ditta artigiana del territorio cremonese. Nel 2001 è operaio della Wonder SPA di Cremona, dove diventa delegato FIOM CGIL nel 2006.

La sua attività a tempo pieno nel sindacato inizia nel 2012, quando entra a pieno titolo nella FIOM CGIL Cremona come funzionario, diventando Segretario Generale nel 2018.

Armando ha negli anni saputo rappresentare battaglie collettive ed individuali, raggiungendo risultati importantissimi come i molti rinnovi contrattuali che si attendevano da tempo in diverse aziende di tutto il territorio della provincia, alcuni dei quali estremamente innovativi che hanno saputo rafforzare tutele e riconoscere i cambiamenti nei tempi, come il primo riconoscimento dello “smart working” e un rafforzamento dei congedi parentali, o come la lunga trattativa per il rinnovo contrattuale di Acciaieria Arvedi.

Nella sua relazione Generali ha parlato delle prospettive e dello sciopero generale derl 16 dicembre che, per il settore metalmeccanico, in provincia di Cremona, sarà per l’intera giornata: “Sono cinque le azioni prioritarie che proponiamo diventino vertenze diffuse per dare risposte adeguate alle lavoratrici, ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati che stanno subendo un netto peggioramento delle loro condizioni materiali: aumentare i salari e riformare il fisco in chiave progressiva affinché si fronteggi l’inflazione per superare il lavoro povero e le basse retribuzioni; stop alla precarietà e riduzione degli orari di lavoro superando il jobs act con un nuovo statuto per tutto il mondo del lavoro e per una nuova occupazione stabile; legalità e sicurezza sul lavoro estendendo applicazione dei contratti nazionali anche ad appalti e subappalti; nuovo stato sociale e politiche di sviluppo per chiudere la stagione dei tagli lineari e investire in un rinnovato sistema pubblico di protezione sociale; nuovo intervento pubblico: è in gioco il futuro industriale del nostro Paese e con esso la quantità e la qualità del lavoro e della nostra società, proponiamo si istituisca un Fondo nazionale che accompagni e sostenga le transizioni e le riconversioni industriali con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno e di garantire l’occupazione, prendendo le risorse, invece che da provvedimenti a sostegno delle difficoltà come il reddito di cittadinanza, tassando quegli extra profitti derivati dalla speculazione sulle spalle dei più deboli”.

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