Economia

Coldiretti Cremona alla festa
dell'80° a Roma con Mattarella

“Una giornata importante per ricordare e celebrare la nascita della nostra Coldiretti, che prese forma da un’idea e da un sogno che nel 1944 Paolo Bonomi seppe trasformare in realtà con grande coraggio, per dare dignità, diritti, riconoscimento economico e terra ai contadini coltivatori diretti e mezzadri, ma anche per garantire al Paese autonomia alimentare. Una storia che oggi continua per proiettarsi nel futuro, sempre dalla parte delle imprese agricole e al fianco dei consumatori italiani”.

Così Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia, presente al teatro Eliseo a Roma in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dalla fondazione della Coldiretti, insieme al direttore regionale Giovanni Benedetti e a una delegazione di agricoltori lombardi.

Guidata dal direttore Giovanni Roncalli, era presente una delegazione di Coldiretti Cremona, con il delegato provinciale di Giovani Impresa Piercarlo Ongini.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dei rappresentanti delle Istituzioni, del mondo politico, economico e della società civile, oltre che delle forze dell’ordine, assieme al presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo e ad agricoltori provenienti da ogni regione d’Italia.

“Sono tante le sfide che oggi ci troviamo di fronte a cominciare dalla difesa del lavoro e del reddito delle imprese agricole, anche attraverso la giusta redistribuzione del valore lungo la filiera – continua il presidente Comincioli –. Solo per citarne alcune: la necessità di un mercato dove si applichi il principio di reciprocità, nel rispetto dei diritti delle persone e nel solco della sostenibilità; l’obbligo di etichettatura trasparente su tutti i cibi; la battaglia per difendere il cibo naturale contro i rischi dei prodotti nati in laboratorio e ultra processati; l’impegno per una corretta educazione alimentare e conoscenza del mondo delle campagne per le nuove generazioni; la necessità di formare nuovi profili professionali per le nostre imprese fino all’importanza di puntare su innovazione, infrastrutture e ricerca. Come Coldiretti non ci tireremo indietro e continueremo a fare la nostra parte con impegno e orgoglio”.
E proprio dal teatro Eliseo – annuncia la Coldiretti – parte la raccolta digitale delle firme per una legge di iniziativa popolare che porti l’Europa a cambiare strada sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola con l’obbligo dell’etichetta d’origine a livello europeo su tutti gli alimenti in commercio. L’obiettivo è raggiungere un milione di firme per dire basta ai cibi importati e camuffati come italiani e difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. La raccolta firme ad oggi è stata attraverso banchetti in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e in tutte le sedi territoriali che hanno portato sino ad oggi a ottenere complessivamente trecentomila firme.

Un impegno che si estende ora al web, con la possibilità di sottoscrivere la petizione in maniera digitale da parte dei cittadini. Basta collegarsi al sito https://eci.ec.europa.eu/049/public/#/screen/home e selezionare il proprio Paese di cittadinanza nel menu a tendina in giallo a sinistra. Si potrà quindi scegliere se compilare il modulo inserendo i propri dati con numero della carta d’identità o del passaporto oppure accedere direttamente con lo spid.

L’incontro si è chiuso con l’intervento del ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, che ha ribadito il valore dell’agricoltura italiana e dell’azione di Coldiretti a difesa del vero made in Italy. Il ministro ha evidenziato il momento di grande difficoltà che i suinicoltori vivono, a causa della crisi scatenata dal propagarsi del virus della Peste Suina Africana, che perdura ormai da circa mille giorni e sta portando molte aziende agricole sull’orlo del collasso. Lollobrigida ha assicurato l’impegno del Governo per garantire risorse economiche adeguate a sostegno della suinicoltura italiana e certezza degli indennizzi per le imprese suinicole colpite. In tema Psa, Coldiretti ha ribadito che altro aspetto cruciale resta il contenimento della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, principali vettori del virus. È necessario attuare un piano di contenimento efficace – ha evidenziato Coldiretti – per prevenire l’ulteriore diffusione della malattia nelle province non ancora colpite.

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