Cronaca

Undici studentesse molestate in
quattro mesi: 32enne condannato

Processato con il rito abbreviato, un 32enne italiano di origini indiane accusato di aver compiuto molestie nei confronti di undici giovani donne e studentesse cremonesi nell’arco di quattro mesi, dal settembre al dicembre del 2023, è stato condannato a due anni e dieci mesi di reclusione, nove mesi in più di quanto era stato chiesto dal pm.

L’avvocato Castelli

Per questi episodi, l’uomo, assistito dagli avvocati Vito Castelli e Caterina Pacifici, era stato posto agli arresti domiciliari a casa della madre, misura che aveva violato, finendo in carcere. Aveva infatti ottenuto un permesso per recarsi a Soresina dal dentista, ma poi non era subito rientrato.

Quelle ragazze, di cui nessuna si è costituita parte civile, l’imputato le aveva fermate in varie parti della città, apostrofandole con frasi come “Sei bellissima”, oppure “Vuoi il mio numero di telefono?”, e in alcune occasioni seguendole e allungando le mani.

Tutti episodi “fotocopia”: Uno di quelli contestati risale al 13 settembre del 2023, quando le attenzioni dell’uomo si erano concentrate su una ragazza notata alla stazione ferroviaria. “Ciao, come stai?”, le si era presentato, porgendole la mano, poi l’aveva seguita per il sottopassaggio, cingendole le spalle con il braccio, chiedendole di dargli il suo numero e di andare con lui in Svizzera. La sua insistenza era stata tale che la ragazza, spaventata, si era avvicinata ad un giovane che non conosceva, pregandolo di fingersi il suo ragazzo.

Le vittime, come accertato durante le indagini, svolte sia dalla polizia che dai carabinieri, l’imputato le aveva agganciate sul treno, per strada, in biblioteca e a scuola, spaventandole. C’è chi infatti non ha più voluto andare a scuola se non accompagnata dai genitori, e chi per difendersi ha comprato lo spray al peperoncino.

L’avvocato Pacifici

Una delle giovani, il presunto maniaco lo aveva incontrato quattro volte: Il 27 ottobre era seduto vicino a lei sul treno. Con la scusa di inserire la spina del carica batterie nella presa vicino a dove era seduta la ragazza, le aveva palpeggiato una coscia. Il 17 novembre successivo, la giovane lo aveva incrociato nel parcheggio dei bus in via Dante, mentre il 26 novembre era stata seguita in una via del centro. Infine, il 18 dicembre, ai giardini pubblici di piazza Roma. Lui l’aveva seguita ma lei era riuscita a seminarlo.

Ad un’altra delle vittime, intercettata in piazza del Comune, l’uomo aveva infilato la mano nella tasca del giubbotto, dandole dei buffetti sulla guancia e mettendole in testa con insistenza il cappuccio del suo giaccone. Un’altra ragazza era stata molestata in biblioteca di via Ugolani Dati. Lui le sedeva accanto e ad un certo punto le aveva fatto svariate domande sulla sua vita privata, per poi toccarle un occhio con un dito. La giovane, spaventata, aveva avvisato i genitori. Il 32enne era stato poi individuato e arrestato dagli uomini della Squadra Mobile.

“Nessuna molestia”, secondo i difensori, che hanno sostenuto che il loro assistito voleva solo conoscere quelle ragazze. La difesa ha già fatto sapere che ricorrerà in Appello. La motivazione sarà depositata entro 60 giorni.

Sara Pizzorni

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