A Derovere l'ultimo saluto a Italo
Soldi, una vita per l'agricoltura

Commozione, lacrime e una chiesa gremita, per dire addio ad un uomo che ha speso la sua vita per la famiglia e per l’agricoltura.
Un ultimo saluto sentito, quello che si è tenuto nella chiesa parrocchiale di Derovere, dove si sono celebrati i funerali di Italo Soldi, imprenditore agricolo e padre di Cesare, presidente della Libera Associazione Agricoltori, spentosi all’età di 90 anni dopo una lunga malattia. Lascia la moglie Mirella Pini e i figli Cesare, Anna e Giacomo.
Nato a Derovere nel 1934, si era diplomato all’istituto tecnico commerciale Beltrami di Cremona e in seguito laureato in economia a Parma.
Sin da giovanissimo era entrato nell’azienda di famiglia, collaborando anche con importanti realtà del territorio e del settore come il Consorzio Agrario e il Consorzio di bonifica Dugali, di cui era diventato poi presidente nel 2003.
Tanti i familiari, amici e conoscenti (molti dei quali rimasti sul sagrato) accorsi alla messa funebre celebrata dal sacerdote di Sospiro e dell’Unità Pastorale Madre Nostra don Ernesto Marciò, a cui hanno partecipato anche altri preti come don Federico Celini (attuale rettore del seminario vescovile) e Don Umberto Zanaboni, che ha tenuto una toccante omelia in ricordo dell’amico scomparso.
“Siamo qui in tanti – ha detto Don Umberto – proprio per stringerci alla famiglia, che si vede privata di una persona speciale; il proprio padre, il proprio sposo, con il quale per una vita intera avete condiviso tutto, gioie e dolori. Penso di poter dire che se il nostro Italo è arrivato fino a questa età avanzata è solo grazie a una ‘medicina’, una ‘medicina’ che ha ricevuto in abbondanza: sto parlando dell’amore“.
“Un particolare del nostro Italo – ha aggiunto il sacerdote – è sempre stata la curiosità di sapere, di ricercare anche in età avanzata; mi viene da dire, ora, che questa curiosità che portava nel cuore sarà completamente soddisfatta“.
Al termine delle esequie, il corpo di Italo Soldi è stato portato nel cimitero di Sospiro, per l’estremo saluto.
Andrea Colla