Protesta operatori sanitari,
incontro con il prefetto
Stato di agitazione per gli operatori sanitari, specialmente gli infermieri, che hanno incontrato il prefetto Antonio Giannelli, raggiungendo “una conciliazione che apre un percorso di confronto serrato della durata di tre mesi” sottolineano in una nota i sindacati Fp Cgil, Cisl Asse del Po, Nursing Up e Nursed.
La procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla normativa vigente è stata attivata a seguito della proclamazione formale dello stato di agitazione del personale di comparto dell’Asst di Cremona da parte delle stesse Organizzazioni Sindacali.
L’incontro “si è concluso positivamente, definendo un percorso di dialogo costruttivo tra le parti, con il comune obiettivo di migliorare costantemente la qualità dei servizi sanitari e socio-sanitari e di garantire la continuità delle prestazioni, a fronte delle sfide poste dalle circostanze contingenti” fa sapere la prefettura.
Nel dettaglio “si è convenuto che le criticità lamentate, essenzialmente relative a carenze di personale derivanti dalla difficoltà di far fronte al turn-over che si registra annualmente, oltre che a modifiche degli orari di turnazione in alcuni servizi e a potenziali esternalizzazioni degli stessi, saranno oggetto di dialogo tra tutti gli attori interessati nel corso di incontri tra le parti che si svolgeranno nel prossimo trimestre”.
“Nel realizzare un raffreddamento delle relazioni in ambito locale, la riunione odierna rappresenta un passo significativo verso la risoluzione delle criticità e un fattivo contributo all’accrescimento della qualità dei servizi del sistema sanitario locale attraverso il dialogo e la collaborazione tra tutte le parti coinvolte” ha fatto sapere ancora la prefettura.
L’incontro ha portato ad affrontare diverse tematiche, a partire dallo smart working. “È stato riconosciuto che la possibilità di lavorare da remoto non è un privilegio, ma una misura di equità e tutela, in particolare per i lavoratori e le lavoratrici fragili” sottolineano le organizzazioni sindacali. “Una scelta che favorisce inclusione, conciliazione vita-lavoro e benessere”.
Altro tema, quello delle dimissioni, della ricostruzione di carriera e del benessere lavorativo. “Le dimissioni volontarie possono essere il sintomo di un malessere diffuso” continua la nota. “Grazie al monitoraggio congiunto, con specifici strumenti da introdurre, potremo avere dati chiari per individuare le cause, prevenire la fuga di personale e valorizzare chi resta”.
Attenzione anche al comparto operatorio: “È stato riconosciuto che occorre intervenire per garantire la sicurezza di operatori e pazienti, prevenendo estensioni dell’orario di lavoro”.
Prevista poi l’istituzione di un tavolo: “Abbiamo fermato l’idea che la mancanza di personale debba tradursi automaticamente in privatizzazione” sottolineano ancora i sindacati. “Il tavolo servirà a costruire soluzioni interne, salvaguardando la sanità pubblica e i diritti di lavoratrici e lavoratori”.
Si è parlato anche dell’ipotesi di introdurre turni di 12 ore, durante i quali verrà effettuato “un monitoraggio della salute e della sicurezza. Non si tratta di un via libera a questa possibile impostazione del lavoro, a cui siamo comunque contrari, ma la garanzia che ogni eventuale sperimentazione avverrà previo confronto sindacale di tipo analitico ed esaustivo”.
È stato infine accettato “di introdurre strumenti per misurare il clima interno e la soddisfazione del personale, perché senza lavoratrici e lavoratori motivate/i e tutelate/i non ci può essere qualità del servizio”.
“Il prefetto ha deciso di entrare nel dettaglio di quelle che erano le nostre dimostranze, e ci ha fatto sapere che desidera seguire e evolversi di questo contrasto” spiega la rappresentante sindacale di Nursing up, Maria Grazia Bensi. “Seguiranno quindi degli incontri tra noi e la direzione dell’Asst, per affrontare i problemi che stiamo portando avanti”.
“Abbiamo iniziato questa battaglia cercando di andare a correggere quelle che sono le pressioni che adesso si stanno creando a causa della crisi del personale, legata soprattutto alla mancanza di infermieri, che sta mettendo veramente in difficoltà le aziende sanitarie” sottolinea ancora Bensi. “Oggi il problema è talmente esteso che mette a repentaglio la sicurezza dell’operatore e del paziente, perché le pressioni organizzative che vengono esercitate sulle risorse umane sono eccessive. Si chiede agli infernieri un impegno veramente gravoso, sia dal punto di vista dei turni che dei carichi di lavoro. Tutto questo porta gli stessi operatori ad avere problemi di salute. Non è pressando i lavoratori e i professionisti in particolare che otteniamo un miglior risultato”.
Il prefetto si è poi reso disponibile per un nuovo incontro, a cui prenderà parte anche la Direzione Strategica Aziendale, programmato per il 15 dicembre 2025 (ore 10).