Cronaca

Gaza, il vescovo: "Custodiamo
la pace con gratitudine e fiducia"

Domenica scorsa nell’Angelus, Papa Leone aveva chiesto la nostra preghiera per la pace, una preghiera che si facesse anche solidarietà concreta con le popolazioni martoriate dalla guerra. Ora monsignor Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, ha commentato l’accordo raggiunto finalmente per Gaza.

“Credo che, al di là di tutti i commenti, sia forte l’emozione del non vedere tutti i giorni una carneficina, quindi poter piangere un po’ di meno e poter guardare un po’ di gioia sul volto di quei bambini, di quelle famiglie. È qualcosa di toccante, che deve farci consapevoli del privilegio che abbiamo nel custodire decenni di pace in Italia, in Europa. Non abbassiamo la guardia circa i sentimenti, gli atteggiamenti che devono farci vigilare sui rischi, per non vivere di paura ma di gratitudine e di fiducia. In questo senso dobbiamo veramente aprire una scuola di pace.

L’invito del Papa a una solidarietà concreta ha trovato una risposta nell’impegno della Chiesa Cremonese. Ammonta infatti a 30.000 euro la cifra raccolta ad oggi attraverso Caritas Cremonese grazie alle donazioni di singoli e aziende del territorio. Il Vescovo dal 27 al 30 ottobre si farà pellegrino in Terra Santa nei luoghi di Gesù insieme ad altri vescovi lombardi. “Nella riunione del marzo scorso avevamo fatto una videochiamata con il custode di Terra Santa che ci persuase della necessità di far sentire la vicinanza delle nostre chiese e di incoraggiare anche i pellegrinaggi” spiega Napolioni.

“Allora abbiamo detto: cominciamo noi, con molta semplicità. Andiamo noi, passiamo qualche giorno in preghiera a incontrare le comunità cristiane e tornando daremo un segnale alle nostre diocesi della necessità di non dimenticare la Terra Santa. Non solo con la preghiera e con la generosità economica, che non sono mai mancate, ma anche con il coraggio di andare. perché la terra di Gesù ci parla di Gesù e ci insegna a stare nella nostra terra da discepoli di Gesù.

Quindi io non vedo l’ora di tornare ad accompagnare tanti Cremonesi in Terra Santa, certo in tempo di pace, ma anche con le conflittualità che comunque possono caratterizzare la storia umana” conclude Mons. Napolioni.

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