La tragedia di Gaza continua
Mobilitazione in piazza Cittanova
Boicottare l’industria farmaceutica Teva, leader nel settore dei generici, considerata complice dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi oltre che del genocidio di un popolo.
Anche a Cremona, sabato mattina, è scattata davanti al CIttanova la mobilitazione organizzata da Rifondazione comunista, con raccolta firme, a cui si è affiancata la manifestazione del gruppo “Cessate il fuoco” che chiede la fine della guerra a Gaza e che vede tra i suoi promotori locali Paola Tacchini e l’attivista umanitaria Tina Maffezzoni.
“Credo che la pace tanto decantata sia in realtà una fake news”, ha detto Maffezzoni, “ho degli amici, operatori sanitari, a Gaza, dicono che qualche farmaco in più è entrato, ma tutte le scuse sono ancora buone per bombardare. Per me questa è una sceneggiata per tenere buone tutte le manifestazioni del mondo. Faccio un appello a tutti: continuiamo a manifestare, a scendere a piazza, non crediamo a tutte le fake news che ci raccontano. Noi stiamo lottando per i diritti non solo del popolo palestinese, ma per i diritti di tutti, che si sgretolano giorno dopo giorno. E alla fine rimarremo senza”.
Per Rifondazione Comunista presenti Francesca Berardi, Simone Antonioli, Piergiuseppe Bettenzoli che hanno invitato ad aderire ad una delle campagne di boicottaggio proposte congiuntamente da BDS Italia-Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni e Sanitari per Gaza: si tratta della campagna contro TEVA, colosso farmaceutico israeliano. “Riteniamo essere una campagna emblematica, considerato l’alto numero di sanitari imprigionati e uccisi, gli ospedali abbattuti e la negazione delle cure più elementari per la popolazione di Gaza.
“Inoltre – aggiungono – riteniamo fondamentale l’autodeterminazione del popolo Palestinese e per questo sollecitiamo le persone a firmare l’appello per la liberazione di Marwan Barghouti, prigioniero nelle carceri israeliane dal 2002, leader politico e punto di riferimento per tutto il popolo Palestinese.
“Non può distrarci o rassicurarci la tregua, la debolissima tregua, peraltro subito interrotta dalle milizie Israeliane con nuove uccisioni e nuove occupazioni di terre non solo a Gaza ma anche in Cisgiordania in un crescendo continuo di ingiustizia e crudeltà”, continuano gli organizzatori.
“E’ sempre più necessario che l’attenzione non cali sulla tragedia di Gaza e della Cisgiordania e che la pressione sui Governi e le istituzioni internazionali si faccia più forte e pressante. Nessuna sanzione è stata emessa a carico del Governo Israeliano, anzi continuiamo a commerciare e fare affari”.