Cronaca

Cremona, pugno duro contro l'illegalità: 15 espulsioni in poche settimane

Dalle carceri ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio: la Polizia di Stato accelera sull'allontanamento di soggetti socialmente pericolosi

Rafforzati dal Questore i provvedimenti di espulsione di stranieri responsabili di reati
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Una vera e propria stretta sulla sicurezza quella messa in atto dalla Questura di Cremona nelle ultime settimane su input del questore Carlo Ambra. Nell’ambito delle attività di contrasto all’immigrazione clandestina, tra il 18 febbraio e lo scorso 12 marzo sono stati emessi ben 15 provvedimenti tra accompagnamenti immediati alla frontiera e trasferimenti presso i C.P.R. (Centri per il Rimpatrio) dislocati su tutto il territorio nazionale.

Il profilo dei soggetti coinvolti delinea una mappa della criminalità che gravitava intorno alla città. Si tratta di individui spesso appena usciti dal carcere o rintracciati durante i controlli con alle spalle curriculum criminali di spessore.

La mappa dei rimpatri: da Bari a Gradisca d’Isonzo
L’operazione ha visto un dispiegamento logistico notevole, con trasferimenti che hanno attraversato l’Italia.

Rotta balcanica e dell’Est: Un 41enne albanese (con precedenti per armi e associazione a delinquere) è stato scortato al C.P.R. di Bari, mentre un 28enne moldavo è stato imbarcato da Bologna per il rientro definitivo in patria. Un altro cittadino albanese di 49 anni è stato invece espulso in esecuzione di un decreto giudiziario.

Il quadrante africano: Diversi i cittadini maghrebini allontanati, tra cui un 43enne marocchino con una lista infinita di reati (dalla violenza sessuale all’incendio doloso) trasferito a Torino. Destinazione Caltanissetta, invece, per un 53enne marocchino noto per resistenza a pubblico ufficiale.

Sudamerica e Asia: Non sono mancati provvedimenti verso cittadini peruviani (trasferiti a Milano e Roma per soggiorni illegali e furti, un pakistano dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e cittadini nigeriani con precedenti per rissa e percosse)-

Il “caso” del 53enne tunisino. Tra i tanti interventi, spicca la chiusura del caso relativo a un 53enne tunisino, una vecchia conoscenza delle forze d’ordine locali. L’uomo era diventato un vero e proprio flagello per Cremona: a suo carico risultavano oltre 30 episodi criminosi, tra furti in abitazione, rapine e atti persecutori, commessi con una frequenza tale da essere arrestato più volte persino nella stessa giornata.

Il suo iter di espulsione è stato particolarmente complesso: dopo la revoca del permesso di soggiorno, l’uomo era stato già trattenuto nei C.P.R. di Milano e Gorizia, dai quali era però stato dimesso per motivi sanitari. Il lavoro congiunto dell’Ufficio Immigrazione, della Squadra Mobile e delle Volanti ha infine permesso di chiudere il cerchio il 12 marzo, quando l’uomo è stato definitivamente imbarcato a Milano Malpensa verso la Tunisia.

QUESTI NEL DETTAGLIO I PROVVEDIMENTI ESEGUITI NELLE SCORSE SETTIMANE:

Il 18 febbraio  un cittadino albanese di 41 anni è stato accompagnato presso il C.P.R di Bari, scarcerato dopo un periodo di detenzione, con precedenti per i reati di stupefacenti, associazione per delinquere, furto in abitazione, ricettazione, detenzione di armi clandestine.

Il giorno dopo si è trattato di  un moldavo di 28 anni accompagnato alla frontiera di Bologna per il rientro in Moldavia, rintracciato sul territorio nazionale, con precedenti per rissa, rifiuto di accertamento del tasso alcolemico, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

Il 23 febbraio è stata la volta di un cittadino marocchino di 43 anni portato al C.P.R. di Torino, scarcerato dopo un periodo di detenzione, con precedenti per reati di stupefacenti, rapina, furto, immigrazione clandestina, invasione di terreni, danneggiamento a seguito di incendio, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, violenza sessuale, porto di oggetti atti ad offendere, ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale, interruzione di un pubblico servizio e lesioni personali.

E ancora, a fine febbraio, emesso decreto di espulsione giudiziaria ed accompagnato in Albania, per un uomo di 49 anni con precedenti per immigrazione clandestina; accompagnamento al CPR di Milano per un peruviano di 61 anni, illegale in Italia e con precedenti per  furto aggravato.

Stesso provvedimento (stavolta verso il CPR di Roma) per una donna peruviana di 51 anni con precedenti per i reati di furto, ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale.

A inizio marzo è stata la volta di un cittadino marocchino 32enne accompagnato al C.P.R di Milano con precedenti per i reati di maltrattamenti in famiglia, minaccia, guida in stato di ebbrezza, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, appropriazione indebita, insolvenza fraudolenta, danneggiamento, falsità ideologica; e poi di un cittadino pakistano 36enne (accompagnato al C.P.R. di Torino) gravato di reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, appropriazione indebita e falsità materiale.

Un nigeriano di 39 anni ha raggiunto il C.P.R. di Gradisca d’Isonzo per i suoi precedenti reati di percosse e minaccia; mentre un altro albanese 45enne è stato accompagnato al C.P.R. di Torino (reati in materia di stupefacenti, rapina, furto aggravato, maltrattamenti in famiglia, rissa, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità e ricettazione).

Rintracciato sul territorio nazionale, un marocchino di 53 anni è stato accompagnato al C.P.R. di Caltanissetta. I suoi precedenti:  resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, falsa attestazione sull’identità, porto di oggetti atti ad offendere.

Espulsione giudiziaria per un cittadino tunisino di 28 anni, destinatario del decreto come misura alternativa alla detenzione e accompagnato in Tunisia. Era stato scarcerato dopo un periodo di detenzione, per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, porto di oggetti atti a offendere, violazione di domicilio, furto, lesioni, ingresso e soggiorno illegale sul territorio nazionale e reati in materia di stupefacenti.

IL 9 marzo è stata la volta di un rumeno di 37 anni è stato a cui è stato notificato un decreto di allontanamento comunitario, scarcerato dopo un periodo di detenzione, con precedenti per i reati di furto, porto di oggetti atti ad offendere, lesioni e divieto di reingresso in Italia dopo essere stato espulso, e infine un nigeriano di 42 anni è stato accompagnato presso il C.P.R di Milano, rintracciato sul territorio nazionale, con precedenti per i reati di ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale, rifiuto di indicazioni sulla propria identità, lesioni e rissa.

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