Etica, ambiente e gender gap
Gli impegni di Padania Acque
Padania Acque S.p.A., gestore del servizio idrico integrato della provincia di Cremona, ha presentato nel pomeriggio il Bilancio di Sostenibilità 2024, presso l’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, un momento di confronto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future in materia di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Andrea Virgilio, del Presidente dell’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona Stefano Belli Franzini e del Presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, sono entrati nel dettaglio del Bilancio il direttore generale Stefano Ottolini e di Samir Traini, partner di REF Ricerche.
Il documento verte attorno all’impegno etico nei confronti dei tre elementi che compongono l’ESG, ovvero analizza le performance ambientali, sociali e di governance che l’azienda ha predisposto per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’agenda ONU 2030.
113 i comuni serviti pari a 352 mila abitanti, 181 mila utenze e 72 impianti di potabilizzazione. Nell’anno 2024 sono stati trattati e depurati 53 milioni di acque reflue attraverso 2 mila chilometri di rete fognaria e altrettanti di acquedotto attraverso il quale sono stati prelevati 39 milioni di metri cubi d’acqua.
Anche se non ancora obbligata, Padania Acque ha deciso di affrontare il bilancio di sostenibilità secondo i nuovi standard europei di rendicontazione. Gli standard sono 12 e coprono l’intera gamma di questioni ambientali, sociali e di governance, compresi i cambiamenti climatici, la biodiversità e i diritti umani.
“La sostenibilità – ha detto il dg Ottolini – è una priorità strategica, a maggior ragione per un’azienda come Padania Acque che è di natura pubblica e svolge un servizio pubblico di natura essenziale”.
C’è anche una responsabilità sociale, per esempio nell’ambito del gender gap: “Noi stiamo lavorando per ridurlo, abbiamo il 12 per cento in più di presenza femminile rispetto a due anni fa, il 40 per cento in più di donne in posizione di responsabilità rispetto a due anni fa”, ha continuato Ottolini.
In Italia ci sono 31 enti diversi che si occupano a vario titolo di acqua, mentre in Danimarca, ad esempio, ce n’è uno solo. “La governance – afferma a questo proposito il manager – in tema di acqua in Italia è molto frammentata e questo rende tutto molto più complicato e anche più lungo nei tempi decisionali. In Danimarca esiste un solo ente in termini di pianificazione del governo dell’acqua e sono i migliori al mondo nella gestione delle acque. Ci sono tanti fattori, ma sicuramente una governance unitaria aiuta”.
Dopo l’illustrazione del Bilancio sociale, si è tenuta la tavola rotonda “Costruire insieme un futuro sostenibile”, con gli interventi di Annamaria Barrile, Direttore Generale di Utilitalia; Yuri Santagostino, presidente di Confservizi Lombardia; Raffaele Pini, Portavoce di Water Alliance; Alessandro Lanfranchi, Amministratore Delegato di Padania Acque S.p.A.
I lavori sono stati allietati dall’audizione musicale del violino Stradivari “Golden Bell 1668”, eseguita dal violinista Stefan Stancic, offrendo ai partecipanti un momento di arte e cultura.
Alle 19.00, un momento di riflessione tra Padania Acque S.p.A. e della Fondazione Banca dell’Acqua ETS, dal titolo “Da decenni al fianco della comunità”, con gli interventi tra gli altri di Luciano Toscani (Vicepresidente della Provincia di Cremona), i sindaci Andrea Virgilio, Fabio Bergamaschi e Filippo Bongiovanni, Maurizio Ferrari (Presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Cremona), Cristian Chizzoli, Alessandro Lanfranchi e Angelo Mantovani (Presidente della Fondazione Banca dell’Acqua ETS).
Foto Gianpaolo Guarneri











