"The Voice of Stadivari. Romantic
Encores": domenica presentazione cd
Giovanni Gnocchi e Alessandro Stella presentano il cd "The Voice of Stradivari" il 30 novembre. Ingresso libero all'Auditorium Giovanni Arvedi di Cremona.
Giovanni Gnocchi e Alessandro Stella, al pianoforte, danno voce al violoncello Stauffer ex-Cristiani, di Antonio Stradivari, nel cd The Voice of Stadivari. Romantic Encores, pubblicato da MV Cremona. L’incisione sarà presentata domenica 30 novembre alle 16, in auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, dove è stato registrato. L’ingresso è libero e gratuito.
“In questa registrazione sono inclusi alcuni brani scritti proprio da violoncellisti compositori, come Popper e Klengel, altri trascritti da celebri concertisti e virtuosi del violoncello dei tempi moderni o contemporanei, come Piatigorsky, Schiff, Isserlis, o altri ancora dedicati dai compositori ai loro amici violoncellisti, come nel caso di Dvořák con Hanuš Wihan, Liszt con Bernhard Cossmann o il Ducros con Jérôme Pernoo” commenta Gnocchi. “Ovviamente senza dimenticare l’esempio di Mendelssohn con la violoncellista tedesca Lisa Cristiani, allora proprietaria di questo bellissimo Stradivari, a cui dedicò la sua Romance sans paroles Op. 109”.
Una breve selezione sarà eseguita domenica, proprio suonando lo Stradivari Stauffer ex-Cristiani. Quindi i due musicisti dialogheranno con il pubblico e con Andrea Virgilio, sindaco di Cremona e presidente della Fondazione Musco del Violino, Virginia Villa e Riccardo Angeloni, direttore generale e conservatore del museo, Alessandro Tantardini, presidente della Fondazione Stauffer, Marcello Villa, liutaio e produttore dell’etichetta MV Cremona. Modererà l’incontro Lorenzo Ottaviani, autore della rivista musicale Quinte Parallele.
“In quanto cremonese di nascita sono sempre stato affascinato dalla magia dell’arte liutaria e da come sia fiorita contemporaneamente allo sviluppo della musica strumentale in Italia sin dalla fine del ‘500″ spiega Gnocchi. “Nella fattispecie, trovo incredibile come uno strumento costruito nel 1700 si adatti perfettamente a composizioni dei secoli successivi e sino alla musica ai giorni nostri: in questo sta la genialità e visionarietà di un grande artista come Stradivari che, necessariamente, poteva conoscere solo la musica coeva o del proprio passato ma che ha creato le condizioni perfette anche per quanto di più diverso non avrebbe mai neppure potuto immaginare!
Al tempo stesso considero un aspetto fondamentale sul quale riflettere come uno strumento ispiri il musicista e questi poi influenzi il compositore che a sua volta accende la creatività di chi suona, che esibendosi poi influisce su chi costruisce gli strumenti. Questo circolo virtuoso è tra l’altro un processo in divenire ancora attualissimo anche nelle evoluzioni di ricerche liutarie, compositive ed esecutive!”.