Raffica di chiamate truffa: occhio
a social e intelligenza artificiale
Raffica di tentativi di truffe telefoniche in pochissime ore. Lo scorso 25 novembre sono stati numerosissimi gli anziani cremonesi presi di mira con svariate scuse, ma per fortuna, almeno da quanto è emerso, le vittime non sono cadute nei raggiri. Sicuramente le raccomandazioni dei familiari e delle stesse forze dell’ordine hanno tenuto alta l’attenzione di chi è avanti con l’età o chi vive solo, facendo sì che i malviventi di turno restassero a bocca asciutta.
“Mamma, aiuto, ho ucciso una bambina con l’auto”. Questo si è sentita dire al telefono una ultra 90enne cremonese da una persona che si è spacciata per la figlia. Urlava e piangeva, e subito dopo è subentrata una voce maschile, quella di un carabiniere che chiedeva all’anziana denaro per far uscire dai guai la figlia. I truffatori erano a conoscenza del modello e della targa dell’auto dell’anziana. Macchina utilizzata dalla figlia coinvolta nell’investimento della bambina. Tutto falso, ovviamente.
Per gli autori del raggiro non è andata bene. L’anziana, seppur spaventata, ma lucida, ha immediatamente telefonato alla figlia, che l’ha rassicurata, dicendole di stare bene e di non aver investito nessuno. In un’altra occasione i malviventi, invece, si sono dimostrati poco informati: una voce femminile ha contattato una donna chiamandola mamma, ma l’anziana ha solo figli maschi, così ha interrotto subito la telefonata.
Un’altra anziana presa di mira è stata contattata da un finto maresciallo dei carabinieri che le ha comunicato che la figlia, facendole nome e cognome, era in ospedale dopo aver subito un brutto incidente, e che per fare certi esami c’era bisogno di un bonifico. Peccato per i truffatori che al momento della telefonata la figlia fosse con la mamma. Stessa telefonata ad un’altra donna che l’anno scorso purtroppo si era lasciata convincere, consegnando tutti i gioielli. “Mai più, dopo quell’esperienza”, e ha subito riattaccato.
L’appello, al di là dei casi specifici, è sempre quello: non fare entrare estranei in casa, non consegnare denaro a nessuno, e non aver timore ad allertare le forze dell’ordine in caso di qualsiasi dubbio o sospetto. Nei casi accaduti il 25 novembre a Cremona nessuna delle vittime si è fatta ingannare, ma attenzione alle truffe più sofisticate e insidiose, quelle dove viene sempre più spesso utilizzata l’intelligenza artificiale con cui gli autori dei raggiri riescono a riprodurre le voci dei figli o dei nipoti.
In alcuni casi vengono usate registrazioni audio o video pubblicate sui social come “traccia”, oppure anche attraverso il telemarketing, utilizzato per campionare la voce dei familiari delle vittime. Le applicazioni attualmente sul mercato, infatti, sono in grado di restituire filtri credibili anche sulla base di pochi secondi di dialogo. Dietro queste truffe ci sarebbe una vera e propria struttura criminale.
Sara Pizzorni