Da Rifondazione Comunista
solidarietà al Venezuela
Rifondazione Comunista condanna senza se e senza ma il bombardamento del Venezuela e il rapimento del legittimo presidente Maduro e di sua moglie da parte degli Stati Uniti.
L’aggressione militare voluta da Trump è un crimine, non ha alcuna giustificazione, è l’ennesima violazione del diritto internazionale e ha come obiettivo, con la scusa della cosiddetta transizione democratica, le ingenti risorse petrolifere di quel Paese, il controllo dell’energia a livello mondiale (non a caso negli anni sono finiti nel mirino l’Iraq, l’Iran, la Nigeria, il Venezuela).
L’attacco della notte passata avviene dopo più di due decenni di destabilizzazione e di terrorismo in Venezuela cominciati fin dal primo giorno della vittoria elettorale di Chavez, perché quello che gli Usa non possono tollerare è la scelta di non allineamento del Venezuela alle politiche neoliberiste dei sistemi economici delle democrazie liberali occidentali, sistemi in cui le immense risorse naturali non possono essere nazionalizzate e messe a disposizione del Paese che le detiene ma devono finire nelle mani delle compagnie petrolifere ed estrattive statunitensi per garantire massimi profitti ai finanziatori del Presidente e ai suoi accoliti.
Per Trump è necessario disarticolare il Brics e ogni alternativa al sistema capitalistico (soprattutto se si realizza nel “cortile di casa”, nei Paesi del Sud America) e riaffermare che l’ordine mondiale è unico e parla americano.
Per isolare e tentare di demolire un Governo voluto dal popolo si investono immense risorse in campagne mediatiche che servono a fabbricare il nemico, a costruire (a suon di sanzioni e penalizzazioni economiche) le motivazioni fasulle che poi serviranno a giustificare il ricorso alle bombe e alla guerra. Strategia già applicata dagli Usa con l’Iraq e la menzogna delle armi letali e nella più recente questione del nucleare in Iran. Per non parlare del sostegno Usa alle inqualificabili giustificazioni del Governo d’Israele rispetto al genocidio in corso del popolo palestinese. Ora tocca al Venezuela.
Il Governo Italiano anche in questa occasione non sa far di meglio che fare lo zerbino del presidente Trump, dichiarando come intervento difensivo l’operazione militare sferrata questa notte in Venezuela.
D’altra parte per il ministro Tajani il diritto internazionale vale solo fino a un certo punto.
Esprimendo la nostra solidarietà alla Repubblica Bolivariana del Venezuela e al suo Presidente condanniamo la vile aggressione imperialista e auspichiamo una forte e capillare mobilitazione dal basso (peraltro già iniziata nella giornata di oggi nelle maggiori città italiane) per una ferma condanna dell’ONU nei confronti del presidente Trump e degli Stati Uniti, per il rilascio del presidente Maduro e di sua moglie, per il ripristino della legalità internazionale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite.