Crans-Montana: la scuola riparte
con un minuto di silenzio
Teste basse, mani incrociate, tanti pensieri che nel silenzio risuonano forti.
È stata una ripartenza strana quella degli studenti delle scuole cremonesi, che dopo le festività sono ufficialmente tornati sui banchi per proseguire l’anno scolastico.
Come richiesto dal Ministro all’istruzione Giuseppe Valditara, anche gli istituti cremonesi hanno rispettato nella mattinata di mercoledì un minuto di silenzio per commemorare le sei vittime italiane, i sei ragazzi rimasti uccisi nella tragedia di Crans-Montana.
Riflessioni necessarie per fare tesoro, per quanto possibile, di quanto successo a ragazzi come loro.
“Dopo il primo intervallo, alle dieci, ci siamo fermati tutti – commenta Lorenza Badini, dirigente scolastica del Ghisleri di Cremona -, compresa la segreteria e tutti i collaboratori e le collaboratrici scolastiche; abbiamo fatto un minuto di silenzio. Prima di questo abbiamo letto alcuni pensieri in classe, parlato con i ragazzi di quello che è successo, abbiamo fatto alcune riflessioni soprattutto legate al fatto dell’utilizzo dei social in questi momenti“.
“Noi, come da indicazioni ministeriali – fa eco il Dirigente del liceo Aselli, Alberto Ferrari -, abbiamo fatto fare un minuto di silenzio. Spero davvero che nelle classi queste notizie non scivolino via, perché il valore della vita è sacro. A sedicenni, diciassettenni, si tende ad essere (è successo a tutti) un po’ superficiali, pensando che il pericolo, la morte siano cose lontana; ci si sente un po’ immortali. Ecco invece come questi fatti ci facciano pensare alla fragilità delle nostre vite; bisogna ripensare, rivedere quanto vale, quanto fragile è la nostra vita. Credo che sia un messaggio importante che la scuola debba dare”.
“La tragedia che è avvenuta deve essere per noi l’occasione per riflettere sul tema sicurezza – aggiunge Simona Piperno, dirigente del Torriani – e in un istituto come il nostro, un istituto che ha un indirizzo tecnico professionale, è importante discuterne, a tutela degli studenti. Ne abbiamo sempre parlato, abbiamo sempre fatto di questo argomento un tema importante nel nostro percorso formativo e a maggior ragione quello che è successo all’inizio di questo anno diventa un ulteriore monito e un’occasione per dialogare con i ragazzi, per riflettere su quale deve essere la propria responsabilità, ma soprattutto come certe tragedie possano, sperando che non capitino mai, eventualmente essere affrontate“.
Ad ogni modo con la campanella delle otto i corridoi e le aule sono tornati a ripopolarsi di ragazzi e ragazze, tra progetti, lezioni e piccole e grandi ripartenze.
“A me piace sempre vederli sorridenti – afferma in merito Badini- al momento del rientro. Io sono contenta di vederli contenti di ritrovare quella che per loro è la comfort zone“.
“Diciamo la verità, si stava meglio in vacanza – conclude tra il serio e il faceto Ferrari -: questo vale per tutti, dai docenti a tutto il personale, vale anche e soprattutto per i ragazzi; quindi dobbiamo avere pazienza reciproca“.
Andrea Colla