Cronaca

Gasolio più caro della benzina
I prezzi ai distributori di Cremona

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Anche a Cremona il prezzo del gasolio al distributore sorpassa ormai quasi dovunque quello della benzina, un trend che ha avuto un’accelerata a causa delle nuove accise contenute nella Manovra di Bilancio, entrate in vigore il 1° gennaio.

In città, secondo l’Osservatorio prezzi che viene aggiornato più volte nelle 24 ore sul sito del Ministero delle Imprese, nel pomeriggio dell’8 gennaio è all’IP di via Mantova che si può fare il pieno di benzina spendendo meno (1,589 euro al litro) ma per il gasolio bisogna contare 30 centesimi in più, essendo dato a 1 euro e 619 al litro.

Stessi prezzi alla Tamoil di via Milano 7, mentre all’Eni di via Brescia il divario tra i due carburanti è più sostenuto, si passa da 1 euro e 599 centesimi della benzina a 1 euro e 669 del diesel, quindi ben 110 centesimi in più.
Al contrario, il divario minimo si registra al Q8 di via Milano, con uno scarto di appena 9 millesimi di euro tra i due.

Il gasolio risulta insomma più caro del diretto concorrente in quasi tutti i distributori cittadini, mentre in alcuni casi i prezzi sono identici, come alla Esso di via Milano o alla Tamoil di Via Eridano. Tra le poche eccezioni, la Tamoil di via Castelleone dove la benzina costa 10 centesimi in più del gasolio e la Tamoil di via Zaist 97, 1,689 la benzina, 1,629 il gasolio.

Il prezzo medio nazionale del diesel viaggia intorno a 1,666 euro al litro contro 1,650 euro della benzina, scesa al livello più basso, secondo il Ministero delle Imprese, dal 2021.

Il riordino dei prezzi dipende come si diceva dall’allineamento delle accise previsto nella legge di Bilancio, con la riduzione di 4 euro e 5 centesimi per la benzina e un aumento dello stesso importo per il diesel.

L’intervento rientra tra i vincoli richiesti dal  Pnrr e in base alle previsioni iniziali doveva essere spalmato su 5 anni ma ha subito una netta accelerazione quest’anno per rientrare nelle coperture della legge di bilancio. Il Governo attende da questa operazione entrate vicine ai 600 milioni di euro. La ratio che sottende il provvedimento è comunque di natura ambientale e mira a ridurre i “SAD”, sussidi ambientalmente dannosi, che vedevano il gasolio privilegiato fiscalmente nonostante il maggiore impatto ambientale dei motori diesel.
Giuliana Biagi

 

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