Consiglio comunale, ecco
i politici più attivi del 2025
Sono state 18 le sedute del Consiglio comunale di Cremona convocate nel corso del 2025, lo stesso numero del 2024, l’anno delle elezioni che hanno visto la riconferma sul filo di lana del centrosinistra alla guida della città. 12 su 32 i consiglieri che non sono mai mancati: 9 della maggioranza, 3 dell’opposizione. Hanno il 100% di partecipazione oltre al presidente Luciano Pizzetti, i consiglieri del Pd Claudio Ardigò, Giovanni Gagliardi; Marco Galli; Roberto Poli, Eleonora Sessa; Paolo La Sala e Cinzia Marenzi di Fare Nuova Cremona Attiva; Lapo Pasquetti e Rosita Viola, di Sinistra X Cremona. Per l’opposizione, Maria Vittoria Ceraso, Andrea Carassai e Paola Tacchini.
Sul fronte opposto, tra assenze giustificate e alcune non giustificate, troviamo con 7 mancate partecipazioni due rappresentanti di entrambi i fronti: Ilaria Cavalli del Pd e Cristiano Beltrami di Novità a Cremona. Totalizzano 4 assenze per la maggioranza, Daniele Bonali, Marialuisa D’Ambrosio, Simona Frassi; e Rosaria Compagnone per la minoranza, mentre tutti gli altri variano tra una e tre assenze.
Insomma un consiglio comunale tutto sommato solerte nello svolgere il compito assegnato dagli elettori, come dimostra pure il numero di interventi tra mozioni, ordini del giorno, interrogazioni scritte e orali presentati da inizio mandato, ossia giugno 2024.
Se si considera questo aspetto, ossia gli atti presentati come primi firmatari dai singoli consiglieri, il primato spetta a Alessandro Portesani, già candidato sindaco, con 39 interventi presentati per la discussione orale in sala Quadri e 51 interrogazioni a risposta scritta; seguono Jane Alquati rispettivamente con 29 e 9; Maria Vittoria Ceraso (25 e 10); Chiara Capelletti (16 orali e una scritta); Andrea Carassai (14 e 8); Marco Olzi (14 e 3); Paola Tacchini (13 e 7); Matteo Carotti (9 e 1). E ancora: Luca Fedeli con 5 interventi orali; Rosaria Compagnone e Cristiano Beltrami con 3.
Come naturale, i più prolifici sono stati gli esponenti dell’opposizione, maggiormente interessata a fare le pulci all’operato dell’amministrazione. Tra i banchi della maggioranza si segnalano il capogruppo Pd Roberto Poli, con 6 documenti da discutere in aula; il giovane Mattia Gerevini con 4; stesso numero anche per Andrea Segalini mentre Marco Galli ne ha presentate 3, come Vittoria Loffi. Numeri più ridotti o pari a zero, per gli altri consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza.
Intanto, sul fronte del funzionamento del Consiglio Comunale, le cui sedute da qualche mese possono essere seguite live sul canale https://www.youtube.com/@ComuneCremona/stream sta per diventare operativo il gruppo di lavoro istituito dal presidente Pizzetti che affronterà la revisione di Statuto e Regolamento del Consiglio, ormai datati. Il 20 gennaio alle 17 prima riunione del gruppo, costituito dai consiglieri con competenze giuridiche (ne fanno parte Ceraso, Alquati, Carotti, Carassai, Gagliardi, oltre all’assessore Pasquali delegata per i rapporti col Consiglio e alla segretaria generale).
“Si tratta di un aggiornamento normativo – spiega Maria Vittoria Ceraso, la prima, anni fa, ad aver sollevato la questione a seguito del referendum mancato sulla strada sud – ma che nasce anche da un’esigenza politica, visto che lo statuto è la legge fondamentale del Comune. Mentre per quanto riguarda il regolamento, ci siamo trovati molte volte a dover interpretare delle norme, ad esempio sulle mozioni che vengono presentate seduta stante in Consiglio”.
Un iter che si sta protraendo da tempo ma che adesso sembra pronto a partire e che non si limita a questioni burocratiche ma vuole rendere effettiva la possibilità di partecipazione popolare alla vita amministrativa, ad esempio disciplinando i referendum o le petizioni. Come spiega Ceraso, uno degli obiettivi è “rendere ad esempio lo strumento del referendum qualcosa di effettivamente attivabile su argomenti importanti. Per evitare quanto successo nel primo mandato Galimberti con la raccolta firme sulla strada sud: avevamo fatto tutto per bene, ma per un ritardo che era responsabilità del Comune (non era mai stato nominato il comitato dei garanti) erano slittati tutti i tempi e da regolamento non saremmo stati più in grado di indirlo, perché eravamo a ridosso della fine mandato”.
Giuliana Biagi