Diritto e attualità: studenti
a lezione con l'avvocato Curatti
Incontro del legale con gli studenti del liceo linguistico Beata Vergine di Cremona
Studenti di quarta e quinta del liceo linguistico Beata Vergine a lezione di Diritto. Venerdì in cattedra si è seduto l’avvocato Luca Curatti. Un incontro organizzato dalla docente di Diritto ed Economia Valeria Tranchino sul tema: il Diritto penale nei casi di cronaca attuale. In aula si è parlato di numerosi argomenti, come ad esempio la strage di Capodanno avvenuta a Crans Montana, il delitto di Garlasco, il proscioglimento di Chiara Ferragni, le diffamazioni sui social.

Una lezione appassionata che i ragazzi hanno seguito con interesse e attenzione. Un incontro non solo basato sui fatti di attualità, ma anche su come funziona la “macchina giudiziaria”: l’avvocato Curatti ha messo sul tavolo toga e bavaglino per spiegare il significato della toga, della ritualità, della storicità, di un indumento che risale alla trazione latina: i cordoni argento per l’avvocato, oro e nero per l’avvocato cassazionista, oro per il magistrato. E poi quelli che sono gli organi di giurisdizione oggi in Italia: il giudice di pace, il tribunale monocratico, il tribunale nella sua composizione collegiale, la Corte d’Appello, la Cassazione.
L’avvocato Curatti ha poi spiegato come funziona il processo, facendo un paragone con quello anglosassone. “Negli Stati Uniti, ad esempio”, ha detto il legale, “esiste un solo giudice che è il garante della procedura e quindi della regolarità del processo. Processo che poi viene discusso tra l’avvocato difensore e l’avvocato dell’Ufficio del procuratore. Poi chi decide è una giuria popolare e selezionata che dice chi è colpevole e innocente e poi il giudice applica la pena.

In Italia, invece, c’è un magistrato che riveste il ruolo di giudice, c’è un magistrato che riveste il ruolo di pubblico ministero, e c’è l’avvocato difensore. E poi c’è la parte civile”. Curatti ha poi ‘agganciato’ i concetti giuridici a fatti di cronaca: ha spiegato che nel caso di Chiara Ferragni c’è stata una sentenza di non doversi procedere: “Proscioglimento vuol dire non doversi procedere, ma vuol dire anche assoluzione. Quando si fa un processo si presentano tutte le prove, si discute, si esamina, si valuta, si riflette e si giudica. Una sentenza di non doversi procedere non fa entrare nel vivo del processo perchè manca la condizione di procedibilità: nel caso della Ferragni era la querela”.
L’avvocato ha poi parlato del caso di Yara Gambirasio, della strage di Erba, del delitto di Cogne, di quello di Garlasco, che vede già la condanna definitiva di Alberto Stasi. “Qualora vi fosse un’altra persona condannata per omicidio”, ha spiegato il legale, “Stasi avrebbe la possibilità di chiedere la revisione del processo”. E poi la strage di Crans Montana: “In questa tragedia l’Italia è presente: per un cittadino italiano ucciso all’estero c’è una giurisdizione italiana che permette, come è accaduto, che la procura di Roma possa aprire un fascicolo e costituirsi parte civile nel processo per chiedere i danni. Può farlo anche lo Stato”. Infine si è parlato di reati commessi sui social e di diritto internazionale.
Sara Pizzorni