Cronaca

Da Boston al Ghisleri di Cremona:
la storia di Faith Odunsi

Faith Odunsi, studentessa e prof al Ghisleri
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Un po’ studentessa un po’ docente, con un curriculum di tutto rispetto – nonostante la giovane età – e tanti progetti all’orizzonte.
Siamo all’istituto Ghisleri di Cremona: qui, da inizio anno e fino al prossimo 31 gennaio, un nuovo nome è andato ad allargare le fila degli insegnanti.

È quello di Faith Odunsi, 20 anni e di origini nigeriane, arrivata all’ombra del Torrazzo grazie ad una collaborazione tra la scuola cremonese e il programma GTL del blasonato MIT di Boston, in Massachusetts, a più di 6 mila chilometri di distanza.
Durante le settimane della sua permanenza nelle aule del Ghisleri, Faith ha insegnato matematica ai ragazzi del primo anno del corso 4+2 e delle classi del quarto anno.

Studio negli Stati Uniti – racconta la giovane prof –, frequento il Massachusetts Institute of Technology, il MIT. Attualmente studio informatica e ingegneria e questo è il mio quarto anno al MIT”.
Insegno matematica e tratto argomenti diversi per classi diverse – spiega Faith -. Sto trattando calcolo, funzioni di una variabile, funzioni di due variabili, cose di questo tipo. Insegnare matematica ai ragazzi è stato molto interessante: credo che gli piaccia davvero imparare e apprezzano anche parlare inglese con me, perché penso che non abbiano spesso l’occasione di usare inglese e matematica insieme. Per loro è un’esperienza”.

“Una curiosità – aggiunge -: alle elementari volevo davvero diventare un’insegnante, una professoressa di liceo. Non voglio più farlo, ma è qualcosa che ho sempre trovato interessante. Penso che mi abbia aiutato a imparare a comunicare con le persone, a spiegare le cose in modo più semplice, soprattutto perché l’inglese non è la prima lingua qui. Devi fermarti e pensare a come spiegare. Credo anche che mi abbia aiutato a interagire con persone di tanti background diversi dal mio. Mi piacciono molto gli studenti qui. Sono stati tutti molto amichevoli ed entusiasti di avermi con loro”.

Nominata “Regina dei numeri” in Nigeria, Faith vanta nel suo curriculum diverse collaborazioni con multinazionali di prestigio e borse di studio.
Per lei si tratta della prima volta in Italia e, ça va sans dire, la prima volta all’ombra del Torrazzo.
“Non ero mai stata in questo Paese – racconta, con un sorriso – e quindi anche la mia prima volta a Cremona. Finora mi sta davvero piacendo stare in Italia; penso che le persone siano state gentili con me. Credo anche che le città abbiano molta storia dietro la maggior parte delle opere d’arte e delle cose che si vedono in giro. Le trovo artistiche, c’è così tanta storia da imparare. Sento che ovunque è davvero bello”.

Cremona è davvero molto carina – prosegue -, è una città piacevole. Mi piace camminare in giro, sento che è facile raggiungere qualsiasi posto a piedi. Mi piace molto andare in piazza. Non sapevo nulla sui violini prima di venire qui, ma penso di aver imparato molto sul tema venendo a Cremona, ed è interessante”.

“Penso che ci sia molto da imparare da qualsiasi Paese si visiti – conclude -: mi piace molto che il programma IAP del MIT permetta di esplorare altri Paesi, di sperimentare l’insegnamento. C’è anche un programma che permette di seguire un corso in un altro Paese. Così si entra in contatto con realtà da tutto il mondo, con studenti di altre scuole e di altri Paesi”.
Andrea Colla

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