Le imprese sul territorio, numeri stabili tra aperture e chiusure
I dati son relativi all’ultimo trimestre del 2025 e sono stati elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio
I dati relativi alla natimortalità delle imprese nei tre territori di Cremona, Mantova e Pavia, relativi all’ultimo trimestre del 2025, elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio, mostrano una sostanziale stabilità, con una differenza tra iscrizioni e cessazioni di segno più per i territori di Cremona e Pavia, mentre Mantova vede una contrazione. Entrando nel dettaglio, in provincia di Cremona, il tasso di crescita risulta pari al +0,01%, con un saldo tra aperture e chiusure pari a +2 unità, per un totale di 27.664 imprese registrate a fine anno. Considerando le forme giuridiche, mostrano valori in crescita le società di capitali (+0,7%) e le ditte individuali (+0,1%), mentre emerge una contrazione per le “altre forme” (cooperative e consorzi), con un -0,1%, e per le società di persone (-1,1%). Considerando le sole imprese attive lo stock risulta pari a 24.815 imprese, in ripresa del +0,27% su base annua.
L’analisi delle attività economiche della provincia cremonese evidenzia complessivamente una contrazione, inferiore all’1%, ma diffusa nella gran parte dei settori economici tradizionali: agricoltura (-0,35%), attività manifatturiere (-0,37%), commercio (-0,72%), costruzioni (-0,33%), servizi di alloggio e ristorazione (-1,03%), attività immobiliari (-0,92%), attività artistiche sportive e di divertimento (-0,43%) e attività di servizi alla persona (-0,25%). Mostrano, al contrario, un trend positivo le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,1%), l’istruzione (+3,4%) e le attività finanziarie e assicurative (+0,78%).
Il comparto artigianale cremonese mostra, nel quarto trimestre dell’anno, un leggero calo, con un tasso di crescita pari al -0,09% e un saldo negativo tra aperture e chiusure di 7 unità, per un totale di 7.911 imprese registrate a fine 2025. Nel dettaglio dei settori principali nei quali opera l’artigianato cremonese, si evidenziano contrazioni nelle attività manifatturiere (-0,29%), nelle costruzioni (-0,32%), nel commercio (-5,41%), nelle attività di alloggio e ristorazione (-2,58%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (-0,7%). Segno più, invece, per il trasporto ed il magazzinaggio (+1,77%) e per le altre attività di servizi (+0,3%).
“I dati di fine anno restituiscono l’immagine di un tessuto imprenditoriale che, pur in un contesto complesso, mostra una buona capacità di tenuta complessiva»”, sostiene il Presidente Gian Domenico Auricchio. “Il processo di trasformazione in atto da oltre un decennio continua a emergere con chiarezza, in particolare attraverso il cambiamento della struttura giuridica delle imprese, con una crescita delle società di capitali a fronte di una progressiva riduzione delle forme tradizionali. Si tratta di un’evoluzione che segnala un orientamento verso modelli imprenditoriali più strutturati e organizzati. Permangono tuttavia elementi di attenzione, soprattutto per il comparto artigianale, che continua a rappresentare un pilastro identitario ed economico dei nostri territori. Occorre comunque tenere conto del rallentamento tipico dell’ultima parte dell’anno, legato anche alle operazioni di aggiornamento del Registro delle Imprese e alle cancellazioni d’ufficio, che incidono sui risultati di chiusura. In questo scenario è fondamentale proseguire con politiche mirate di sostegno, capaci di accompagnare le imprese nei percorsi di trasformazione e rafforzarne competitività e resilienza, affinché il sistema produttivo continui a svolgere il suo ruolo centrale nello sviluppo economico dei territori”.